La tecnologia sempre più indispensabile per gli hotel

La tecnologia sempre più indispensabile per gli hotel

Non è una novità il fatto che i consumatori sono sempre più scaltri nonché appassionati in fatto di nuove tecnologie sia in ambito professionale che personale, tanto che si aspettano servizi all’altezza anche quando sono in viaggio. Le strutture ricettive devono, dunque, essere in grado di garantire questo genere di amenities.
I consumatori sono sempre più scaltri nonché appassionati in fatto di nuove tecnologie sia in ambito professionale che personale, tanto che si aspettano servizi all’altezza anche quando sono in viaggio. Le strutture ricettive devono, dunque, essere in grado di garantire questo genere di amenities.
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Gli hotel più lungimiranti si sono già adattati predisponendo una serie di servizi altamente tecnologici: spazi funzionali per meeting, lobby e postazioni con dispositivi, pc, stampanti, webcam. Gli operatori hanno, infatti, compreso l’importanza di essere sempre all’avanguardia, per attirare la clientela specie se giovane e particolarmente sensibile alle innovazioni.
Di seguito la top ten delle tendenze in fatto di innovazioni tecnologiche nell’hotellerie.

Trend 1. Dialogo tra i dispositivi personali e i sistemi tecnologici dell’hotel
Difficilmente i clienti viaggiano senza i propri dispositivi al seguito. Secondo un sondaggio di SmartBrief poll ciascuno porta con sé almeno 2 dispositivi: per questi ospiti la tecnologia non è affatto un optional e rientra a pieno titolo tra i servizi standard dell’albergo, tanto che si aspettano che vengano soddisfatte le loro esigenze tecnologiche come ad esempio la possibilità di sincronizzare il proprio smartphone con la tv dell’hotel, così da poter accedere direttamente alla propria libreria di film, foto e pagine social, o ancora, la presenza in camera di pannelli di connettività vicino al comodino, in modo da monitorare e controllare comodamente dal letto il proprio dispositivo, telefono o tablet, collegato al pannello.

Trend 2. Automazione
Sono sempre di più gli ospiti che preferiscono ordinare il servizio in camera o fare una qualsiasi richiesta, senza voler alzare la cornetta del telefono.
Su questo ha puntato l’azienda Intelity che, attraverso la sua applicazione ICE, fornisce supporto a più di 500 hotel in tutto il mondo. ICE consente agli ospiti di effettuare la loro richiesta che il sistema provvederà a inviare direttamente al personale di competenza che riuscirà a soddisfarla in modo sollecito e puntuale. Più dell’85% dei clienti utilizza questa modalità durante il proprio soggiorno, specie per il servizio in camera, la sveglia e le pulizie.
Sempre di più, quindi, gli hotel devono prevedere sistemi di building automation: lo Hyatt Union Square di New York lo ha fatto, fornendo un’anticipazione delle innovazioni tecnologiche a disposizione, già al momento del check-in con 3 possibili opzioni: quello tramite il personale tablet, quello sempre self-service, ma tramite una postazione digitale e quello tradizionale alla reception. Ebbene, circa il 40% dei clienti sceglie il check-in tramite tablet.

Trend 3. I benefici delle “novità”
Sempre più hotel stanno rendendo agevole l’accesso ai servizi tecnologici anche a quei clienti che viaggiano invece senza personali dispositivi, fornendo una serie di servizi alternativi come ad esempio l’entertainment della tv. L’hotel Muse di New York, per fare un esempio, offre durante il soggiorno degli ospiti degli e-book reader ricchi di contenuti – libri, riviste – e con la possibilità di acquistare altri prodotti a scelta.
Altro servizio molto gradito, soprattutto nelle strutture per clientela business, è la possibilità di stampa wireless.

 

Trend 4. La lobby, un vero e proprio hub tecnologico
Dagli schermi touch, alle postazioni Wii fino ai tavoli interattivi, la lobby si trasforma passando da luogo di “stazionamento” e attesa, in spazio dinamico. Gli hotel stanno, infatti, cercando di incoraggiare i clienti a trascorrere più tempo nella lobby, offrendo un ventaglio di possibilità per lavorare, svagarsi e informarsi. Il concetto di Hilton per il brand Home2 Suite prevede un genere di lobby “aperta” chiamata Oasis che prevede, tra i vari dispositivi tecnologici, un televisore 52 pollici, un tavolo di lavoro con prese usb. Un altro esempio è l’ultra-moderno ACE di Manhattan nella cui lobby gli ospiti sono costantemente dotati e concentrati su laptop e tablet, mentre all’Andaz Fifth Avenue c’è una vera e propria “stazione” di ricarica, ricambio batterie per i dispositivi e eventuali iPhone in prestito.
Altre strutture offrono il concierge digitale, tramite cui si possono cercare locali, stampare carte d’imbarco e accedere alle informazioni riguardanti i servizi dell’hotel.

Trend 5. Free wi-fi


Un trend molto diffuso: sempre più hotel stanno integrando il servizio wi-fi, ritenuto indispensabile soprattutto fra i giovani. Secondo il sondaggio SmartBrief, inoltre, l’85% degli intervistati ha risposto che la connessione wireless dovrebbe essere veloce e soprattutto gratuita.

Trend 6. L’ufficio lontano dall’ufficio
Sempre più hotel stanno puntando sulla creazione di spazi riservati al business per i viaggiatori d’affari, ma anche per i residenti. Il nuovo programma di Marriott, ad esempio, permette agli ospiti business di prenotare la sala riunione proprio come avviene per la camera; mentre per meeting ed eventi la catena offre nuovi spazi, completi di dispositivi tecnologici audiovisivi e wi-fi.

Trend 7. Social media
Gli hotel lo sanno: devono essere presenti sui vari social network. Non a caso le strutture si sono affrettate ad avere un account Facebook e Twitter, ma in realtà, oggi, ci sono nuovi siti ampiamente utilizzati dagli utenti, soprattutto giovani: Pinterest e Instagram, ne sono un esempio lampante. Questi ultimi sono molto efficaci poiché si basano sulla condivisione di immagini, diventando mezzi estremamente espressivi e diretti, ottimi strumenti di marketing che alcuni hotel hanno già iniziato a sfruttare.
Quando il W di New York ha debuttato con la sua nuova suite Extreme WOW, la scorsa primavera, ha organizzato un party blogger creando un hashtag #extremewow e condividendo foto, video di performance di artisti verificatesi durante l’evento.

Trend 8. Il lusso della tecnologia
Alcune tecnologie sono diventate un vero e proprio lusso. Gli hotel, soprattutto di fascia alta, stanno scoprendo che la tecnologia può diventare un comfort a 5 stelle: televisori incorporati allo specchio del bagno, in formati che vanno dai 15 ai 55 cm; ne sono esempio concreto quelli del Mandarin Oriental a Las Vegas, il Ritz-Carlton di Los Angeles, il Four Season di Londra. L’Hard Rock invece offre, tramite un codice fornito al check-in, il download di tracce musicali in modo da creare personali playlist, oppure la possibilità di accedere a lezioni di chitarra personalizzate direttamente dalla tv della camera.

Trend 9. Spazi per gli eventi sempre più high-tech
Strumenti tecnologici sempre più sofisticati, con applicazioni ad hoc per migliorare i collegamenti tra i partecipanti, anche in video-conferenza.
Nuova versione per l’app mobile di Marriott che permette di collegarsi direttamente con lo staff dell’hotel in modo da risolvere in tempo reale eventuali disservizi o esigenze, come la regolazione della temperatura, delle luci o richiedere dei caffè. Lo Sharaton di Times Square e il W di Chicago offrono sale con tariffe orarie in cui i partecipanti alla riunione sembrano esser seduti allo stesso tavolo, anche se non sono presenti, questo grazie a dei sensori sonori e delle telecamere che simulano incontri vis à vis.

Trend 10. Il digitale sostituisce la carta stampata
Sempre più spesso la carta stampata viene sostituita dai supporti digitali: nei Marriott l’ampio display LCD touch-screen nella hall invita gli ospiti a reperire le informazioni e a interagire. E ancora, digitali sono la segnaletica direzionale, le indicazioni sulle sale meeting, i menu del ristorante. Avere le informazioni digitalizzate permette un aggiornamento costante, rapido e agevole, nonché tramite la connessione con più dispositivi, permette il dialogo e l’aggiornamento tra i vari reparti.
Sono sempre di più gli ospiti che si aspettano in hotel schermi touch, chioschi interattivi, dispositivi mobili, senza contare che adottando sistemi di informazione e interazione visiva si aumenta l’efficacia comunicativa.

Conclusioni
La tecnologia in albergo non è più un servizio accessorio, ma diventa indispensabile: non è certo un segreto che le strutture, offrendo di più in termini di innovazione tecnologica, possono godere di un ampio vantaggio competitivo.

Liberamente tratto dal dossier “10 hospitality technology trends” di SmartBrief Media Services e The Wall Street Journal.

 

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Eco Hotel: l'ospitalità sempre più sostenibile

Eco Hotel: l'ospitalità sempre più sostenibile

La chiave del successo nel turismo del futuro? La sostenibilità. Lo dicono i dati, e le lo confermano le ricerche sui viaggiatori che cercano sempre più hotel green. Ce lo chiede anche il Pianeta: la sostenibilità è diventata un obbligo. Scopriamo 20 azioni da intraprendere subito per innovare la tua ricettività turistica in modo eco-friendly.
Gli eco hotel: verso un ospitalità sempre più sostenibile
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Gli ultimi trend del turismo lo confermano: sempre più viaggiatori sceglieranno un viaggio eco-sostenibile, e già due terzi dei turisti preferiscono prenotare un hotel green. D’altra parte la sostenibilità è diventata un obbligo: ciascuno di noi è chiamato a fare qualcosa per ridurre le emissioni di gas serra e fermare il climate change in atto. Quali sono le scelte giuste per puntare sulla sostenibilità e innovare il tuo albergo o bed & breakfast in chiave eco-friendly?

Come diventare un hotel green? Ecco le 20 azioni da intraprendere subito per rendere la tua struttura ricerriva più rispettosa dell’ambiente, dei luoghi e delle comunità locali. Grazie ai calcoli di HowManyTrees, possiamo anche dirvi quanto è vicente ciascuna azione per l’ambiente, in termini di CO2 risparmiata e di alberi salvati. Scopriamolo insieme!

1. Preferisci cibo biologico

Colazione biologica

Un semplice modo per fare un passo in più verso l’eco-sostenibilità è evitare l’utilizzo di prodotti OGM. Nel vostro menù, invece, potete invece privilegiare cibi biologici, etichettati con certificazioni riconosciute, meglio ancora se a km 0 o provenienti dal commercio equosolidale. Scegliendo prodotti biologici vi sarà così possibile risparmiare 952 g di C02 per ogni ospite, l’equivalente di 35 alberi piantati!

2. Fai la spesa a Km zero

 

cibo a km zero per il tuo hotel green

Ti sei mai chiesto quanta strada percorre il cibo che acquisti per il tuo albergo o per le colazioni del tuo BnB? Il trasporto dei prodotti ha un grosso impatto economico e ambientale. Preferendo acquisti a km zero, oltre a sostenere le economie locali, si evitano i costi e soprattutto le emissioni di CO2 legate ai viaggi. Se fino ad alcuni decenni fa gli alimenti percorrevano solo brevi tragitti, oggi attraversano oceani e continenti con impatti ambientali enormi. Solo per fare un esempio: un chilogrammo di kiwi che arriva dalla Nuova Zelanda percorre circa 18 mila chilometri ed emette circa 25 kg di CO2. Per il tuo hotel green puoi scegliere di fare la spesa dai contadini del tuo territorio, utilizzare gruppi di acquisto solidale, andare nei farmers market, o rifornirti direttamente dal tuo orto. I tuoi ospiti apprezzeranno la freschezza e la qualità dei prodotti!

3. Scegli prodotti per la pulizia ecologici

Saponi fatti in casa

Hai idea di quale sia l’impatto ambientale dei detersivi che si utilizzano ogni giorno? Diversi report elencano nomi e cognomi delle sostanze più pericolose, non solo per l’ambiente, ma anche per la nostra salute. Se volete qualificarvi come hotel green, un passo da fare è sicuramente quello di eliminare tutti i detergenti chimici, in favore di prodotti ecologici e biodegradabili. Sia i detersivi che usate per lavare biancherie, pavimenti o mobili, sia i saponi a disposizione degli ospiti dovrebbero essere a base naturale e altamente ecocompatibili. Questa piccola accortezza riesce a farvi risparmiare 35 g sulle emissioni di CO2 per ogni ospite al giorno, l’equivalente di un albero salvato!

4. Installa lampadine a basso consumo

Foto di Patrick Schneider, via Unsplash

 

Sicuramente ci avrai già pensato: ridurre i consumi di energia elettrica del tuo bed & breakfast e hotel green è una buona mossa sia per l’ambiente che per il tuo business. Le lampadine in classe A, o ancora meglio le lampade a LED, ti consentono di ridurre il consumo energetico dell’80% rispetto a lampadine tradizionali. Non solo riduci le spese, ma risparmi CO2: circa 222 g di CO2 per ogni ospite, ovvero 8 alberi salvati.

5. Fai la raccolta differenziata

Raccolta differenziata nell'hotel green Rainer di Racines

Raccolta differenziata in una camera dell’hotel Rainer, nella perla alpina di Racines, Alto Adige, foto di S. Ombellini

In molte realtà è diventata ormai una pratica quotidiana scontata, ma la differenziazione dei rifiuti è importantissima. Nel tuo hotel green dovresti mettete a disposizione degli ospiti dei contenitori per differenziare i rifiuti anche in camera. Se ne avete la possibilità, potete compostare i rifiuti organici e adottare altre buone azioni per ridurre al minimo i rifiuti residui. In questo modo puoi risparmiare fino a 788 g di CO2 per ospite, l’equivalente di 29 alberi piantati.

6. Promuovi la mobilità sostenibile

treno, mobilità sostenibile

 

trasporti incidono in modo molto importante sull’impatto ambientale dei viaggi. Per questo promuovere una mobilità sostenibile è così importante anche per chi ospita. I tradizionali mezzi pubblici come treni e autobus, o i sistemi più innovativi come il carpooling sono delle efficaci misure per ridurre le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera. L’hotel green dovrebbe agevolare il viaggio sostenibile dei loro ospiti. Ad esempio, indicando gli orari dei mezzi pubblici, o mettendo a disposizione un servizio di transfert gratuito alla stazione dei treni o del bus più vicina.

7. Offri un servizio di noleggio biciclette

Bike sharing e biciclette

 

Un’ottima soluzione per permettere ai vostri ospiti di scoprire i dintorni in maniera eco-sostenibile è la bici. Oltre ad essere un incentivo per lasciare spenta l’automobile durante la vacanza, la bicicletta offre numerosi vantaggi e permette ai vostri ospiti di sperimentare tutti i benefici di una vacanza attiva su due ruote. Alcuni hotel green mettono persino a disposizione gratuitamente le biciclette per il loro ospiti: un servizio molto apprezzato da chi viaggia, addirittura più del centro benssere!

8. Metti a disposizione la ricarica per le auto elettriche

Ricarica per auto elettriche all'hotel green Rainer, Alto Adige

 

Il futuro si muove in auto elettrica: cresce il numero delle automobili elettriche e ibride, specialmente nei paesi nord-europei (in Norvegia il 50% delle auto sono già elettriche!). Perché non offrire ai tuoi ospiti attenti all’ambiente la possibilità di ricaricare la loro auto elettrica? Riceverai molte più visite, oltre a incentivare la salvaguardia dell’ecosistema.

9. Scegli energia al 100% da fonti rinnovabili

Pannelli fotovoltaici per il tuo hotel green

 

Cercate di utilizzare energia elettrica proveniente da fonti 100% rinnovabili(sole, vento, acqua…). Se non riuscite a produrla in loco, ad esempio tramite pannelli fotovoltaici, potrete acquistare l’elettricità che vi serve da fornitori di energia pulita. In Italia ci sono già aziende che hanno riconosciuto il valore economico e ambientale dell’energia pulita e hanno deciso di investire nella salvaguardia dell’ambiente, come Trenta S.p.A. del Gruppo Dolomiti Energia. Considerando l’energia elettrica consumata mediamente, se si utilizza energia rinnovabile si possono risparmiare 1581g di CO2 per ogni ospite del tuo hotel green, l’equivalente di 58 alberi salvati!

10. Utilizza pannelli solari per l’acqua calda

bagno con acqua calda riscaldata da pannelli solari nel tuo hotel green

 

Perché pagare l’acqua calda quando il calore del sole è gratuito? L’utilizzo di pannelli solari per riscaldare l’acqua del tuo hotel green è una scelta ecologica che permette di sfruttare il calore del sole, risparmiando 968 g di CO2 per ogni ospite, che equivalgono a ben 35 alberi salvati. L’acqua calda ottenuta può essere utilizzata anche per il riscaldamento a pavimento delle stanze del tuo albergo o bed & breakfast.

11. Elimina i monodose

Vasetti di yogurt in vetro per eliminare i monodose nel tuo hotel green

 

La plastica è uno dei principali problemi del nostro tempo: ricerche allarmanti ci dicono che andando avanti di questo passo nei mari e negli oceani avremo presto più plastica che pesci. Dire addio ai monodose è un passo fondamentale per qualsiasi hotel green. Elimina le confezioni monouso di miele, marmellata, zucchero, cereali, yogurt, ecc. nelle colazioni, e sostituiscile con contenitori in vetro e distributori. Scegli contenitori riutilizzabili, vuoti a rendere e prodotti sfusi e non confezionati, evitando così un’inutile produzione di rifiuti. Anche nei bagni preferite i dispenser ai monod

se. E’ una scelta eco-sostenibile che hanno adottato anche gli hotel green di lusso.

12. Proponi menù vegetariani o vegani

Menù vegetariano e vegano nel tuo hotel green

 

Hai mai pensato a quanto è importante l’impatto della carne sull’ambiente? L’allevamento industriale causa danni enormi agli ecosistemi: deforestazione, perdita di biodiversità, consumo e spreco di acqua, inquinamento… Il sistema di produzione di alimenti derivanti dal mondo animale è diventato insostenibile: le risorse sfruttate da tutto il sistema delle industrie della carne sono troppe, specie se confrontate con quelle richieste da quelle del settore agricolo. Un hotel green deve agevolare i visitatori che hanno scelto uno stile alimentare più sostenibilee, perché no, incuriosire e invitare alla prova quelli ancora un po’ scettici.

13. Installa riduttori di flusso per l’acqua

Riduttori di flusso per l’acqua nel tuo hotel green o bnb eco-friendly

 

Un modo semplice ed efficace di evitare uno spreco inutile ed eccessivo di acqua, risorsa sempre più preziosa e rara, installate riduttori di flusso su tutti i rubinetti della vostra struttura. Miscelando il getto d’acqua con aria, i vostri ospiti non si accorgeranno della differenza, ma voi riuscirete a risparmiare fino a 26 g di emissioni di CO2, come piantare un albero al giorno.

14. Chiedi ai tuoi ospiti di contribuire a ridurre gli sprechi

Esempio di comunicazione per chiedere ai tuoi ospiti di contribuire a ridurre gli sprechi

Comunicazione agli ospiti nell’hotel green Rainer, Alto Adige, foto di S. Ombellini

Spegnere le luci quando non si è in stanza, chiudere il rubinetto dell’acqua quando non serve, lavare asciugamani e lenzuola solo quando è necessario,… Questi e altri piccoli accorgimenti anche da parte degli ospiti possono fare una grande differenza, sia per quanto riguarda la salvaguardia dell’ambiente che per i consumi del tuo hotel. Invita i tuoi ospiti ad agire in modo più sostenibile sia in vacanza che nella quotidianità.

15. Raccogli e riusa l’acqua piovana

Raccolta dell'acqua piovana per innaffiare l'orto del tuo hotel green

 

Lo spreco della risorsa idrica è uno dei problemi più gravi del pianeta, ma ognuno di noi può iniziare ad adottare una serie di comportamenti per cercare di risparmiarne il più possibile. Ci sono molti piccoli ma efficaci metodi per ridurre lo spreco di acqua. Nel tuo hotel green, ad esempio, potresti puntare sulla raccolta e il riutilizzo delle acqua piovane. Grazie a dei semplici trattamenti di purificazione le puoi reimpiegare per l’irrigazione degli orti e dei giardini o per gli sciacquoni dei bagni.

16. Attenzione agli elettrodomestici

Elettrodomestici in classe A per ridurre gli sprechi del tuo hotel eco-friendly

 

L’uso razionale dell’elettricità del tuo albergo o B&B evitando gli sprechi non solo contribuisce a salvaguardare l’ambiente, ma permette di risparmiare anche denaro. Per diminuire il consumo di energia occorre prestare attenzione già nella fase di acquisto degli elettrodomestici, privilegiando quelli a basso consumo. Nel tuo hotel green gli apparecchi elettrici (frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavastoviglie, televisori, ecc.) devono essere di Classe A, indicazione che puoi reperire facilmente sul manuale di istruzioni o sulle certificazioni dell’UE.

17. Utilizza carta riciclata

Carta riciclata per ridurre gli sprechi del tuo hotel green

 

Per essere una struttura ricettiva sostenibile che fa parte del network di Ecobnb, il tuo alloggio deve cercare di ridurre i consumi di energia e acqua. Un modo per farlo è utilizzare carta riciclata (carta igienica, carta da stampa, carta per materiale pubblicitario). La carta riciclata è prodotta con carta usata o cartoni ed è quindi rispettosa dell’ambiente. Consente infatti di risparmiare le riserve di legname e, rispetto alla produzione di carta tradizionale, si avvale di due terzi in meno di energia e acqua.

18. Preferisci prodotti equo solidali

Prodotti equo solidali per il tuo hotel green

 

Essere una struttura eco-sostenibile non vuol dire solo rispettare l’ambiente, ma anche supportare la giustizia sociale, economica e commerciale. Nel tuo alloggio devi privilegiare l’acquisto di prodotti del commercio equo e solidale: i tuoi ospiti li apprezzeranno per la loro bontà e tu saprai di aver aiutato lo sviluppo di forme di economie giuste e rispettose delle comunità produttrici.

19. Scegli arredi eco-compatibili

Dettaglio del comodino costruito con pallets, bed & breakfast ecosostenibile Ven Sì, Torino

Comodino costruito con pallets, BnB Vensì, Torino

Il tuo alloggio verde dovrebbe essere arredato in maniera sostenibile, meglio ancora se con pezzi unici costruiti da artigiani locali utilizzando materiali del territorio. Gli elementi di interior design degli Ecobnb non contengono sostanze nocive e sono costruiti per durare, in modo stabile, sicuro e facilmente riparabile. Se sono in legno, esso proviene da silvicoltura sostenibile e riciclabile. Per aggiungere un tocco unico e creativo, alcuni alberghi eco-friendly hanno adottato forme di recycling creativo.

20. Comunica le tue scelte green agli ospiti

Comunica le tue scelte green agli ospiti

Infine, ma non per importanza, per avere un hotel green è indispensabile credere davvero nella sostenibilità. Il green per te non deve essere una moda ma uno stile di vita. In questo modo ti sarà più semplice comnicarlo agli ospiti, sia a parole che negli ambienti dell’albergo, nei gesti e le piccole azioni quotidiane. Lascia sempre un biglietto, magari creato da te, con alcuni consigli utili per salvaguardare l’ambiente e ricordando come i piccoli gesti di ognuno di noi possano avere un grande effetto sull’intero ecosistema.

Le misure da prendere in considerazione per camminare verso la sostenibilità alla fin fine sono semplici e alla portata di ogni struttura ricettiva.

 

2. Fai la spesa a Km zero

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Strategie per aumentare le vendite camere hotel

Strategie per aumentare le vendite camere hotel

Dare ai tuoi clienti una sistemazione confortevole e la possibilità di staccare completamente la spina è il tuo compito più importante in quanto operatore o manager alberghiero ma, in fin dei conti, stai pur sempre gestendo un’attività commerciale.
Perché i gestori di un hotel dovrebbero concentrarsi sull’aumentare le vendite delle camere del proprio albergo?
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Ciò che devi fare se vuoi far crescere la tua attività è vendere camere. Le strategie di vendita delle camere a cui ricorri per il tuo hotel dovrebbero rispecchiare sia l’impegno che metti nel fornire ai tuoi clienti un’esperienza indimenticabile, che quello dedicato a vendere quante più camere possibile in un dato momento. Che si tratti di alta o di bassa stagione, il tuo obiettivo sarà sviluppare tecniche di vendita che ti permettano di aumentare il livello di occupazione del tuo hotel.

Perché i gestori di un hotel dovrebbero concentrarsi sull’aumentare le vendite delle camere del proprio albergo?

Il peggior incubo di un albergatore è camminare lungo i corridoi di un hotel vuoto. Quel triste silenzio non rappresenta solo un momento di stallo del mercato, ma anche una strategia commerciale fallimentare. Per evitare di ritrovarsi in questa situazione, in qualunque momento dell’anno (anche nella bassa stagione), gli operatori alberghieri hanno bisogno di ricorrere a strategie di vendita che migliorino la performance della propria attività e attirino più clienti, in modo costante.

La prima ragione, e anche la più ovvia, per impegnarsi a vendere più camere è perché questo genera profitto. Con maggiori entrate a disposizione infatti, gli operatori e i gestori alberghieri possono sia fornire ai clienti quell’esperienza esclusiva che desiderano, che investire nella propria attività. Infatti, prima di potersi dilettare in pacchetti originali, escursioni extra e upgrade di lusso, un operatore alberghiero deve essere in grado di vendere le sue camere.

Un altro motivo per dare priorità alle tecniche di vendita delle camere è quello di offrire agli ospiti l’atmosfera che si aspettano. Un hotel vuoto o quasi vuoto può apparire deprimente e angosciante agli occhi di chi vi soggiorna. Se sai come vendere il maggior numero di camere possibile, l’atmosfera che i tuoi clienti respireranno sarà quella di una struttura vibrante e richiesta.

Strategie fondamentali per vendere le camere d’albergo

Per avere successo, la strategia di vendita di un hotel deve tenere in considerazione sia il mercato target che le peculiarità della propria destinazione. In definitiva, spetta all’operatore o al manager alberghiero creare una strategia di vendita personalizzata, finalizzata ad aumentare il più possibile le vendite presso la propria struttura. Tuttavia, ci sono alcune strategie di vendita davvero efficaci, che vale la pena considerare:

Strategia di vendita alberghiera: Prenotazioni dirette

Con questa strategia, la priorità è quella di ricevere quante più prenotazioni online dirette possibile. Le prenotazioni dirette sono quelle migliori per gli albergatori, poiché sono quelle più redditizie. Infatti, quando un cliente prenota direttamente sul sito dell’hotel, non ci sono commissioni da pagare ad agenti o a partner di distribuzione.

Per implementare una strategia di prenotazione diretta, i gestori alberghieri dovrebbero investire in un sistema di prenotazione online che sia in grado di sincronizzarsi perfettamente con il sito web e con il sistema di gestione della proprietà che l’hotel ha già in uso. Inoltre, per aumentare le prenotazioni dirette, è fondamentale avere una strategia forte sui social media.

Strategia di vendita alberghiera: Marketing di destinazione

Questo tipo di strategia prevede che l’operatore alberghiero collabori con altri professionisti del turismo nella propria destinazione, per promuovere la regione nel suo insieme. Attraverso una campagna di marketing della destinazione, le imprese locali tendono ad allearsi per colpire i mercati di turismo inbound più floridi e aumentare in generale il traffico nell’area.

Strategia di vendita alberghiera: Promozioni cross marketing

Con questa strategia, i gestori degli hotel devono identificare e valutare diversi eventi di richiamo che avranno luogo nelle vicinanze durante l’anno. Successivamente, devono creare una promozione in concomitanza dell’evento in questione per ricevere un numero di prenotazioni che, diversamente, non avrebbero ottenuto. Conferenze di settore, concerti o eventi sportivi importanti sono tutti esempi di opportunità ideali per creare vendite promozionali trasversali.

Strategia di vendita alberghiera: Premi ai clienti

Molti viaggiatori oggi, e soprattutto il consistente gruppo costituito dai millennials, apprezza l’opportunità di ricevere premi come risultato del ricorso a determinate compagnie. Gli hotel in particolare hanno un grande successo con i programmi a premi. In una strategia di vendita basata sui premi agli ospiti, il gestore o l’operatore dovrebbe elaborare un sistema di ricompense per coloro che effettuano soggiorno frequenti, che acquistano servizi extra e che fanno passaparola con amici e familiari. Un strategia di vendite basata su premi e ricompense spesso fa conquistare clienti regolari, il che si rivela particolarmente redditizio per gli operatori alberghieri.

Strategia di vendita alberghiera: Revenue Management

Questo tipo di strategia di vendita mira a massimizzare il numero delle camere prenotate durante qualsiasi momento dell’anno, indipendentemente dal traffico turistico standard di un dato periodo. Generalmente, una strategia basata sul revenue management richiede che gli albergatori abbassino le tariffe durante la bassa stagione, per incoraggiare le prenotazioni, e che le alzino nei periodi in cui la domanda è elevata. In quest’ultimo scenario infatti, i clienti sono disposti a pagare un prezzo più alto per garantirsi una camera, per cui vale la pena aumentare le tariffe, e di conseguenza i ricavi percamera disponibile.

La tua strategia di distribuzione e come questa influisce sulla tua abilità nel vendere le camere

Se vuoi che la tua strategia di vendita abbia successo devi avere una strategia di distribuzione efficace. Gli operatori alberghieri devono collaborare con i professionisti di settore, così come con gli agenti, per vendere le loro camere al maggior numero di clienti possibile, in diversi segmenti di mercato. Gli agenti tradizionali da includere in ogni strategia di distribuzione sono i dettaglianti, i centri di informazione ai visitatori, le imprese locali, le agenzie di viaggio online e le organizzazioni che si occupano di promozione della destinazione. Per gli albergatori è fondamentale essere consapevoli che la loro rete di distribuzione è un’entità fluida, in continua trasformazione ed evoluzione. Per questo motivo, essi dovrebbero essere alla costante ricerca di modi nuovi e innovativi di raggiungere nuovi agenti e distributori.

Oltre a sviluppare ed espandere una rete di distribuzione diversificata, gli operatori alberghieri devono essere in grado di distribuire le proprie camere a tutti i loro agenti efficacemente e in tempo reale. L’unico modo per farlo è collaborare con un channel manager  in grado di connettersi al sistema di gestione della proprietà in uso nella struttura. Con un channel manager, gli operatori alberghieri possono fornire la loro disponibilità in tempo reale a tutti i loro agenti, indipendentemente dalla loro ubicazione e fuso orario. Questo permette di vendere quante più camere possibile e di assicurarsi quelle preziose prenotazioni last-minute.

Inoltre, il ricorso a un channel manager riduce in maniera significativa il rischio di andare in overbooking, soprattutto durante l’alta stagione. Per tutti questi motivi, un channel manager è necessario per la buona esecuzione di qualunque strategia di vendita che un manager desideri implementare nella propria struttura.

  

 

Le conseguenze dell’aumento delle vendite delle camere sulla tua attività

Quando vendi le camere del tuo hotel, ciò che fai va oltre l’accogliere un cliente in più nella tua struttura. Infatti, ottieni l’opportunità di migliorare la tua attività nel suo insieme.

Ecco alcuni dei benefici che derivano dal mettere in atto strategie di vendita delle camere finalizzate all’aumento delle vendite:

  • Genererai più entrate, costantemente, durante tutto l’anno. Una strategia di vendite efficace per il tuo hotel ti permetterà di guadagnare il più possibile, indipendentemente dagli alti e bassi stagionali dell’industria turistica.

  • Potrai apportare miglioramenti alla tua struttura. Con maggiori entrate dalle tue prenotazioni potrai investire in migliorie che genereranno interesse per il tuo brand, dando il via a un circolo virtuoso che ti farà vendere ancora più camere.

  • Sarai in grado di andare oltre alle strategie di vendita standard e inizierai a creare pacchetti che aumentino i guadagni che generi per cliente. Una volta che le tue vendite saranno in crescita costante, potrai iniziare ad ampliare la tua offerta. Pacchetti per coppie, pacchetti avventura e upgrade di lusso non solo ti faranno vendere più camere ma aumenteranno anche i tuoi guadagni per prenotazione.

Usando la tecnologia giusta potrai implementare in maniera facile ed efficace le tue strategie di vendita per le camere del tuo hotel. Per maggiori informazioni su SiteMinder, e per verificare se è la soluzione giusta per la tua struttura alberghiera.

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IDEE PER FAR CONTENTI I CLIENTI IN HOTEL

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Sappiamo davvero che cosa ci piacerà in futuro? E sappiamo davvero che cosa ci è piaciuto in passato? Quando applicate…
Ti aiuteremo a sfruttare il potenziale dei ricavi del tuo Hotel nella distribuzione delle tariffe on line, grazie ai nostri epsrti di revenue Management
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Sappiamo davvero che cosa ci piacerà in futuro? E sappiamo davvero che cosa ci è piaciuto in passato? Quando applicate ai gusti e alle preferenze dei consumatori, è evidente come conoscere la risposta a queste domande sia fondamentale per soddisfare il cliente in hotel o al ristorante.

Se è naturale rispondere negativamente alla prima domanda, anche alla luce di ciò che abbiamo analizzato in questi mesi relativamente ai bias cognitivi nella formazione di valutazioni e giudizi, è forse più sorprendente scoprire come la letteratura scientifica abbiamo mostrato una discrepanza sistematica fra la valutazione di un’esperienza mentre questa accade (la cosiddetta utilità momentanea) e il suo ricordo (la cosiddetta utilità retrospettiva). Poiché la “fedeltà” all’impresa, le recensioni online, il passaparola ad amici e conoscenti si fondano tutti sul ricordo che l’impresa lascia al cliente, l’importanza di comprendere le determinanti dell’utilità retrospettiva non può essere sottostimata.

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Ciò che davvero conta? Il ricordo dell’esperienza

In linea con la letteratura scientifica, la nostra attenzione è posta su quelle esperienze che si protraggono nel corso di un tempo definito, e che quindi possono essere concepite come una sequenza di istanti o eventi. Le emozioni associate a tali eventi possono essere negative o positive, e di diversità intensità.

Un principio comunemente proposto, e apparentemente molto ragionevole, per trasformare la valutazione della sequenza degli eventi nella valutazione dell’esperienza è il principio di integrazione temporalesecondo cui l’utilità di un’esperienza sarebbe data dalla somma dei “valori edonici” dei singoli episodi.

In una serie di articoli, Daniel Kahneman e i suoi collaboratori hanno mostrato però che spesso l’utilità retrospettiva non nasca dall’applicazione di questo principio. In uno dei primi studi sul tema, particolarmente celebre, ad un gruppo di volontari fu chiesto di sottoporsi a due esperienze (moderatamente) dolorose:

  1. Nella prima esperienza, agli individui era chiesto di immergere la mano in acqua a 14° per 60 secondi.
  2. Nella seconda esperienza, agli stessi individui era chiesto di immergere l’altro mano per 90 secondi, a 14° per 60 secondi (come nel primo caso), e ad una temperatura gradualmente in aumento fino a 15° per i rimanenti 30.

Alla richiesta di scegliere quale esperienza replicare in un terzo round dell’esperimento (quindi l’esperienza meno sgradita), la maggior parte degli individui ha indicato la seconda. Questa preferenza contraddice il principio di integrazione temporale, perché la seconda esperienza coincide con la prima per i primi 60 secondi, a cui si aggiunto 30 secondi di ulteriori di un’esperienza sgradevole, seppure meno intensa.

3 cose che devi sapere per soddisfare il cliente in hotel o al ristorante

Anche sulla base di ulteriori esperimenti con altri di esperienze (positive e negative), sono stati proposte due regole euristiche in grado di rappresentazioni la valutazione di esperienze complesse:

  • La prima è nota come regola del picco e della fine, ovvero le valutazioni complessivi dipendono in modo prevalente dall’evento a cui è associata la sensazione (positiva o negativa) più intensa e dagli eventi che accadono al termine dell’esperienza.
  • La seconda è detta indifferenza o insensibilità alla durata, ovvero la durata dell’esperienza di per sè non sembra avere un impatto significativo sulla valutazione dell’esperienza.

Come soddisfare il cliente in hotel e nel Pubblico Esercizio

L’esperienza di un cliente in un hotel o in un ristorante rientra pienamente nel tipo di esperienze che la letteratura ha analizzato, ovvero si tratta di esperienze che in un tempo più o meno lungo vede realizzarsi una sequenza di eventi positivi o negativi, molti dei quali (ma non tutti), sono sotto il controllo dell’impresa. Che fare dunque per soddisfare il cliente in hotel o chi mette piede nel locale?

  1. In primo luogo, è fondamentale che nell’esperienza il cliente sia in grado di vivere eventi (positivi) particolarmente intensi, ovvero autenticamente “memorabili”. Soddisfare il cliente in hotel o al ristorante è proprio questo. Detto in altri termini, molti momenti abbastanzapiacevoli possono non compensare l’assenza di un momento davvero entusiasmante.
  2. In secondo luogo, per quanto sia vero che “la prima impressione è quella conta”, particolare attenzione dovrebbe essere rivolta a ciò che accade nella parte conclusiva dell’esperienzadel consumatore:
  • nel caso degli hotel, un piccolo regalo o una particolare attenzione al momento del check-out possono fare la differenza (abbiamo già parlato di come farsi ricordare dal cliente);
  • nel caso di un ristorante, un’offerta di dolci non all’altezza può rovinare una cena altrimenti apprezzata. Se avete un locale vi consiglio di leggere questi consigli su  valorizzare sia i dessert che la carta caffè e aumentare le vendite di referenze dolci.

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La  colazione di successo in un hotel

La colazione di successo in un hotel

Una colazione di successo

Alcuni aspetti da non sottovalutare per servire una prima colazione di successo in un hotel
Spesso gli albergatori o gestori di b&b si sentono sicuri di aver costruito il menù perfetto per una clazione di successo in un hotel ,trlasciando aspetti fondamenteli
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La colazione in hotel è uno dei servizi più importanti (e recensiti online) per chi soggiorna. Di solito è inclusa nel prezzo della camera e può facilmente diventare un punto strategico per soddisfazione o meno la clientela. Anche se una ricca prima colazione non è nella vostra routine quotidiana – parlo a voi clienti – ogni volta che ci si trova in hotel, sia per affari o per piacere, il momento della colazione è quello più atteso: perché vada come vada non sarà mai uguale a quella casalinga.

Quali sono i punti chiave su cui l’albergatore dovrebbe prestare attenzione e che possono rendere la prima colazione di successo e così aumentare, di conseguenza, le recensioni positive?

1. Utilizzare le etichette
Un errore molto comune in una colazione a buffet in hotel è la mancanza di etichette. Anche se gli albergatori o gestori del b&b si sentono sicuri di aver costruito il menù perfetto per la prima colazione, spesso non riescono a informare adeguatamente gli ospiti su ciò che propongono in ogni piatto. Dunque, non dimenticate di spiegare, per ogni piatto sul buffet di cosa si tratta, chi l’ha realizzato, l’origine dei prodotti utilizzati.

Per avere una colazione perfetta in hotel è fondamentale l'uso delle etichette

2. Guida i tuoi ospiti
Molti albergatori sono davvero orgogliosi della grande varietà che offrono durante la loro prima colazione. Ma questo può essere un vero problema per gli ospiti che hanno difficoltà a decidere cosa scegliere e in che modo muoversi nella sala buffet. In questo caso è fondamentale lavorare duro sulla struttura generale della salaguidando e aiutando i clienti a scegliere le cose giuste che li farà gustare la colazione nel miglior modo possibile. Un’idea originale può essere la stampa di menù speciali che propongono abbinamenti tra piatti e bevande: assicurati di coprire il maggior numero di profili degli ospiti, senza dimenticare di includere alcune opzioni, come, per esempio, ‘senza glutine’ ‘leggero’, ‘sano’!

3. Presentare la cucina locale attraverso la vostra “colazione tradizionale”
Quando si visita una nuova destinazione, una cosa è certa: i viaggiatori vogliono sperimentare. Anche se una colazione continentale standard è il modo più semplice e più sicuro di andare incontro alla maggior parte dei desideri degli ospiti, le ricette della tradizione locale sono sempre ben accolte e molte volte diventano dei veri e propri ‘best seller’ della prima colazione a buffet. Un’idea carina può essere il “Local Breakfast Corner”, dove si riuniranno tutti i prodotti e ricette locali offerti ai vostri ospiti, dando loro un valore aggiunto.

4. Poche calorie, tanto gusto
Trascorrere molti giorni in un hotel può garantire alcuni chili in più per i vostri ospiti, soprattutto se quello che stai offrendo a colazione è molto abbondante. Investire nella creazione di una selezione di piatti con poche calorie permetterà ai clienti di prendersi una pausa dalle “uova e pancetta” quotidiane. Semplicemente si può chiedere allo chef di creare il “piatto fit del giorno”, con una selezione di prodotti a basso contenuto di grassi senza rinunciare al gusto.

5. Creare l’ “ambience” giusto
Spesso succede che la colazione venga offerta nella stessa sala dove si pranza e si cena. Per questo motivo è fondamentale un’atmosfera distinta per aiutare gli ospiti a iniziare la giornata nel miglior modo possibile. Non solo. Faranno la differenza la musica giusta, il colore del tovagliato, i fiori freschi e il “buongiorno” sentito del cameriere. Un suggerimento sarebbe quello di selezionare uniformi speciali per il personale della prima colazione, dando un carattere unico a tutto l’ambiente. Le persone sono la parte più importante della scelta di un hotel e sono il canale migliore per creare l’atmosfera che serve.

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Quanto contano le parole chiavi per la strategia del tuo hotel?

Quanto contano le parole chiavi per la strategia del tuo hotel?

Negli ultimi anni, i professionisti del marketing online hanno discusso a proposito dell’utilità delle parole chiave in una strategia di posizionamento nei motori di ricerca. Per cogliere il succo del discorso, occorre fare qualche passo indietro e scandagliare la storia della SEO (Search Engine Optimization).
Quando si crea una pagina web, bisogna tener conto delle giuste parole chiavi, qunato contano sulla strategia del marketin di uno Hotle
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Tag meta keywords

Nella prima metà degli anni Novanta, i motori di ricerca non erano abbastanza evoluti per poter interpretare tutti i segnali oggi considerati da Google e soci – backlink, anchor text, contesto della pagina, per esempio. La maggior parte dei primi motori si fermava alla lettura dei meta tag e a poco altro; in sostanza, bastava compilare pochi frammenti di testo nel codice sorgente delle pagine del tuo sito per assicurarsi un posizionamento soddisfacente. Poi, nel 1998 arrivò Google e tutto cambiò – se vuoi sapere come nacque Google, ti consigliamo di leggere queste poche righe (in inglese). In soldoni, l’innovazione introdotta da Google fu questa: usare i link, ossia i collegamenti ipertestuali che consentono di saltare da una pagina a un’altra, o da un sito all’altro, per determinare la popolarità di una qualunque risorsa pubblicata online.

Il tag meta keywords fu introdotto nel 1995 da alcuni dei motori di ricerca allora più popolari – Infoseek e AltaVista. Compilato insieme al tag title e al meta description, tutti inseriti nel tag head del codice sorgente di una qualunque pagina pubblicata nel Web, il meta keywords era un indicatore importante per aiutare i motori di ricerca a comprendere il contenuto delle pagine online.

Oggi, gli algoritmi che sovrintendono ai risultati restituiti dai motori di ricerca, sono a dir poco complessi – per esempio, Google usa oltre 200 fattori per determinare l’ordine dei risultati nelle sue pagine; gli algoritmi sono protetti da segreto industriale: se il funzionamento di questi software fosse svelato, addio guadagni pubblicitari per Google – e per qualunque altro motore di ricerca. E il meta tag keywords? Si è estinto, com’è giusto che sia – il che vuol dire che se anche lo compili in tutte le pagine del tuo sito, non ti garantirà alcun beneficio per il posizionamento nei motori di ricerca. Per esempio, Google ha abbandonato questo tag già nel 2009 – vedi il video dell’annuncio.

Per quale motivo i motori di ricerca hanno abbandonato questo tag? Il motivo è intuibile: si tratta di un frammento di contenuto facile da manipolare, alla portata di chiunque; cosa ci vuole a infarcirlo di qualche parola chiave, magari nemmeno troppo pertinente rispetto ai contenuti effettivi della pagina cui il tag appartiene?

In questi anni, gli algoritmi hanno conosciuto un’evoluzione notevole; sono stati introdotti software capaci di apprendere e migliorare il loro funzionamento in automatico – l’intelligenza artificiale ha permesso, e consentirà sempre più in futuro, di incrementare sempre più l’efficienza di questi servizi – con tanta pace per chi ancora cerca di scovare il trucco risolutivo per scalare le pagine dei risultati di Google per conquistare la tanto agognata prima posizione. Insomma, se anni fa i più smaliziati riuscivano a “fregare” i motori di ricerca, oggi è sempre più difficile, per non dire impossibile: o giochi secondo le regole di Google o farai sempre più fatica a garantire un buon posizionamento al tuo sito.

L’evoluzione della ricerca online e il ruolo delle parole chiave

Ora che i motori di ricerca sono più “intelligenti” – notare le virgolette, please -, ha ancora senso parlare di parole chiave?

Una strategia SEO tradizionale prevede la scelta di alcune parole chiave non-branded, ossia prive del nome del tuo hotel – per esempio, “hotel 4 stelle roma centro”; queste parole saranno inserite nelle pagine del tuo sito per tentare la scalata dei risultati dei motori di ricerca – abbiamo semplificato il concetto, a uso e consumo dei non addetti ai lavori.

Questo approccio funziona ancora? In parte, sì. Ma è destinato a cambiare. L’evoluzione più recente ha spostato l’attenzione dei motori di ricerca sulla rilevanza dei risultati per gli utenti: questa pagina risponde all’intenzione di ricerca dell’utente? Google punta a risolvere questo quesito, in modo sempre più efficiente. Per quale motivo? Più il motore restituirà risultati pertinenti rispetto all’intenzione di ricerca espressa dai suoi utenti e più gli stessi saranno propensi a usare il suo motore – e a cliccare sui suoi annunci pubblicitari. Tutto questo, si traduce in più fatturato per Google.

Questa evoluzione ha portato novità nel modo in cui gli utenti usano i motori di ricerca. Per esempio:

risultati sempre più personalizzati – Google sa più o meno tutto quel che fai online, quindi ti propone risultati sempre più ritagliati su misura, secondo le tue preferenze e caratteristiche socio-demografiche;

ricerca localizzata su base geografica – decisiva nelle ricerche eseguite da smartphone;

crescita delle ricerche vocali – un futuro che sembra già presente.

Tutte queste innovazioni hanno cambiato l’approccio dei professionisti alle strategie SEO.

Spiacenti, ma la storia non finisce qui. Ce ne sarebbe ancora tanto da scrivere. Per esempio, potremmo parlarti del modo in cui i motori di ricerca, e Google su tutti, abbiano dato sempre più spazio agli annunci pubblicitari nelle loro pagine, a scapito dei risultati non a pagamento. L’effetto? Chi ha più budget da spendere, nel turismo sono le grandi OTA, ha più possibilità di essere presente nei risultati delle ricerche. Gli hotel che puntano a essere presenti su Google con parole chiave competitive, per esempio “hotel 4 stelle roma”, a conti fatti, hanno pochissime possibilità di spuntare una visibilità soddisfacente e remunerativa – ormai, la prima posizione su Google è un miraggio per molte parole chiave

Insistere troppo sulle parole chiave può essere pericoloso

Gli specialisti della SEO si sono concentrati solo – e molti ancora si concentrano troppo – sul fatto di assicurare un buon posizionamento ai siti dei loro clienti per una selezione di parole chiave; nel peggiore dei casi, un’attività troppo “spinta” in questo senso potrebbe far incappare il sito del cliente in qualche penalizzazione da parte di Google. In generale, per evitare qualunque guaio, sarebbe bene evitare di insistere sempre sulle stesse parole chiave – se il tuo consulente SEO vale il pane che mangia già lo sa bene.

Come abbiamo già scritto, i motori di ricerca sono diventati più “scaltri” – nota sempre le virgolette – nell’identificare tutte le attività con cui i professionisti della SEO tentano di manipolare l’ordine dei risultati. Questo per dire che il modo migliore per evitare di far inalberare Google, o qualunque altro motore, è usare il buonsenso.

Se qualcosa sembra poco, o nulla, naturale, se risulta tutto troppo forzato, questo qualcosa non dovrebbe far parte della tua strategia SEO: magari, l’ultimo trucco di posizionamento inventato da chi pretende di saperne una più del diavolo potrebbe funzionare per qualche mese, ma stai pur certo che, nel medio-lungo periodo, Google lo scoverà – e punirà chi ne avrà fatto uso; tieni conto che Google introduce ogni giorno novità e miglioramenti agli algoritmi del suo motore di ricerca.

Leggi anche: 5 errori da evitare per posizionare il tuo hotel su Google

Quindi, cosa fare?

 

Attenzione, non abbiamo mai scritto che le parole chiave sono morte. Il succo del discorso è un altro: non è salutare ossessionarsi per il posizionamento di una parola chiave. Piuttosto, la strategia SEO per il tuo hotel dovrebbe considerare il contesto e il pubblico verso cui la tua offerta di soggiorno si rivolge.

Considera questo esempio. Quale sarebbe la strategia di posizionamento tradizionale di un hotel 4 stelle a Roma?

Dopo le sue chiavi brand – quelle contenenti il suo nome, le più importanti per il suo business -, l’hotel potrebbe pretendere di farsi trovare su Google per chiavi simili a queste:

 

  • hotel 4 stelle roma
  • hotel di lusso roma
  • hotel a roma
  • albergo 4 stelle roma

 

Con queste parole chiave, il gioco non varrebbe la candela. L’investimento di tempo e denaro necessario per scalare i risultati delle ricerche su Google per queste chiavi non sarebbe ripagato dal maggior fatturato generato grazie a questa attività di posizionamento.

La soluzione è un’altra: diversificare la tua strategia, ovvero puntare su parole chiave che meglio rappresentano quel che desidera il tuo pubblico. In pratica, ti conviene condurre una campagna di posizionamento sui motori per le parole chiave “a coda lunga”, ossia più specifiche – per esempio, “hotel per famiglie roma centro” o “hotel animali ammessi roma centro”.

Concentrati sul topic della tua offerta di soggiorno, non sulla parola “nuda e cruda”: punta a farti trovare su Google da chi cerca i servizi del tuo hotel; se sei il solo hotel 4 stelle con piscina nel centro di Roma, devi farti trovare da chi ha in mente una struttura ricettiva con queste caratteristiche.

In più, puoi lavorare sulla vicinanza ad alcune attrazioni turistiche – “hotel roma piazza di spagna”, “hotel roma vicino vaticano” eccetera.

Per esempio, se scegli di puntare sul topic “hotel a Roma vicino al Vaticano”, la tua strategia SEO potrebbe prevedere la creazione di una serie di articoli, da pubblicare nel blog del tuo hotel, dedicati alle attrazioni da vedere in Vaticano, con annesse informazioni pratiche per la visita. Perché, poi, non pubblicare un’offerta nel tuo sito per tutti i turisti che vorrebbero visitare i musei del Vaticano?

E se il topic fosse “hotel nel centro di Roma con animali ammessi”? Potresti creare una pagina nel sito del tuo hotel, o nel tuo blog, per raccontare quali servizi sono disponibili per gli ospiti che soggiornano con i loro amici a quattro zampe – usa anche le immagini, non solo il testo. E chi ha prenotato nel tuo hotel cosa potrebbe fare, o dove potrebbe andare, con il suo cane nel centro di Roma? Racconta anche questo nel tuo sito.

Pensiero finale

Sono finiti i tempi in cui i professionisti della SEO rendicontavano la loro attività di posizionamento ai clienti con le posizioni ottenute nei motori di ricerca, parola chiave dopo parola chiave.

Se vuoi ottenere buoni risultati dalla SEO, lascia perdere il ranking delle parole chiavi e inizia a scegliere i topic, o le categorie, rispetto a cui il tuo hotel dovrà essere trovato dagli utenti di Google.

 

Per concludere: le parole chiave contano ancora, ma non tanto quanto alcuni anni fa. Ricorda sempre che al di là delle chiavi più competitive, esistono altre opportunità per garantire alla tua struttura ricettiva la visibilità che merita nei motori di ricerca.

admin

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Le prenotazioni dirette superano quelle delle OTA

Le prenotazioni dirette superano quelle delle OTA

Negli ultimi anni, i professionisti del marketing online hanno discusso a proposito dell’utilità delle parole chiave in una strategia di posizionamento nei motori di ricerca. Per cogliere il succo del discorso, occorre fare qualche passo indietro e scandagliare la storia della SEO (Search Engine Optimization).
Grazie alle nuove teconologie la prenotazioni dirette hotel superano quelle on line

Tag meta keywords

Nella prima metà degli anni Novanta, i motori di ricerca non erano abbastanza evoluti per poter interpretare tutti i segnali oggi considerati da Google e soci – backlink, anchor text, contesto della pagina, per esempio. La maggior parte dei primi motori si fermava alla lettura dei meta tag e a poco altro; in sostanza, bastava compilare pochi frammenti di testo nel codice sorgente delle pagine del tuo sito per assicurarsi un posizionamento soddisfacente. Poi, nel 1998 arrivò Google e tutto cambiò – se vuoi sapere come nacque Google, ti consigliamo di leggere queste poche righe (in inglese). In soldoni, l’innovazione introdotta da Google fu questa: usare i link, ossia i collegamenti ipertestuali che consentono di saltare da una pagina a un’altra, o da un sito all’altro, per determinare la popolarità di una qualunque risorsa pubblicata online.

Il tag meta keywords fu introdotto nel 1995 da alcuni dei motori di ricerca allora più popolari – Infoseek e AltaVista. Compilato insieme al tag title e al meta description, tutti inseriti nel tag head del codice sorgente di una qualunque pagina pubblicata nel Web, il meta keywords era un indicatore importante per aiutare i motori di ricerca a comprendere il contenuto delle pagine online.

Oggi, gli algoritmi che sovrintendono ai risultati restituiti dai motori di ricerca, sono a dir poco complessi – per esempio, Google usa oltre 200 fattori per determinare l’ordine dei risultati nelle sue pagine; gli algoritmi sono protetti da segreto industriale: se il funzionamento di questi software fosse svelato, addio guadagni pubblicitari per Google – e per qualunque altro motore di ricerca. E il meta tag keywords? Si è estinto, com’è giusto che sia – il che vuol dire che se anche lo compili in tutte le pagine del tuo sito, non ti garantirà alcun beneficio per il posizionamento nei motori di ricerca. Per esempio, Google ha abbandonato questo tag già nel 2009 – vedi il video dell’annuncio.

Per quale motivo i motori di ricerca hanno abbandonato questo tag? Il motivo è intuibile: si tratta di un frammento di contenuto facile da manipolare, alla portata di chiunque; cosa ci vuole a infarcirlo di qualche parola chiave, magari nemmeno troppo pertinente rispetto ai contenuti effettivi della pagina cui il tag appartiene?

In questi anni, gli algoritmi hanno conosciuto un’evoluzione notevole; sono stati introdotti software capaci di apprendere e migliorare il loro funzionamento in automatico – l’intelligenza artificiale ha permesso, e consentirà sempre più in futuro, di incrementare sempre più l’efficienza di questi servizi – con tanta pace per chi ancora cerca di scovare il trucco risolutivo per scalare le pagine dei risultati di Google per conquistare la tanto agognata prima posizione. Insomma, se anni fa i più smaliziati riuscivano a “fregare” i motori di ricerca, oggi è sempre più difficile, per non dire impossibile: o giochi secondo le regole di Google o farai sempre più fatica a garantire un buon posizionamento al tuo sito.

L’evoluzione della ricerca online e il ruolo delle parole chiave

Ora che i motori di ricerca sono più “intelligenti” – notare le virgolette, please -, ha ancora senso parlare di parole chiave?

Una strategia SEO tradizionale prevede la scelta di alcune parole chiave non-branded, ossia prive del nome del tuo hotel – per esempio, “hotel 4 stelle roma centro”; queste parole saranno inserite nelle pagine del tuo sito per tentare la scalata dei risultati dei motori di ricerca – abbiamo semplificato il concetto, a uso e consumo dei non addetti ai lavori.

Questo approccio funziona ancora? In parte, sì. Ma è destinato a cambiare. L’evoluzione più recente ha spostato l’attenzione dei motori di ricerca sulla rilevanza dei risultati per gli utenti: questa pagina risponde all’intenzione di ricerca dell’utente? Google punta a risolvere questo quesito, in modo sempre più efficiente. Per quale motivo? Più il motore restituirà risultati pertinenti rispetto all’intenzione di ricerca espressa dai suoi utenti e più gli stessi saranno propensi a usare il suo motore – e a cliccare sui suoi annunci pubblicitari. Tutto questo, si traduce in più fatturato per Google.

Questa evoluzione ha portato novità nel modo in cui gli utenti usano i motori di ricerca. Per esempio:

risultati sempre più personalizzati – Google sa più o meno tutto quel che fai online, quindi ti propone risultati sempre più ritagliati su misura, secondo le tue preferenze e caratteristiche socio-demografiche;

ricerca localizzata su base geografica – decisiva nelle ricerche eseguite da smartphone;

crescita delle ricerche vocali – un futuro che sembra già presente.

Tutte queste innovazioni hanno cambiato l’approccio dei professionisti alle strategie SEO.

Spiacenti, ma la storia non finisce qui. Ce ne sarebbe ancora tanto da scrivere. Per esempio, potremmo parlarti del modo in cui i motori di ricerca, e Google su tutti, abbiano dato sempre più spazio agli annunci pubblicitari nelle loro pagine, a scapito dei risultati non a pagamento. L’effetto? Chi ha più budget da spendere, nel turismo sono le grandi OTA, ha più possibilità di essere presente nei risultati delle ricerche. Gli hotel che puntano a essere presenti su Google con parole chiave competitive, per esempio “hotel 4 stelle roma”, a conti fatti, hanno pochissime possibilità di spuntare una visibilità soddisfacente e remunerativa – ormai, la prima posizione su Google è un miraggio per molte parole chiave

Insistere troppo sulle parole chiave può essere pericoloso

Gli specialisti della SEO si sono concentrati solo – e molti ancora si concentrano troppo – sul fatto di assicurare un buon posizionamento ai siti dei loro clienti per una selezione di parole chiave; nel peggiore dei casi, un’attività troppo “spinta” in questo senso potrebbe far incappare il sito del cliente in qualche penalizzazione da parte di Google. In generale, per evitare qualunque guaio, sarebbe bene evitare di insistere sempre sulle stesse parole chiave – se il tuo consulente SEO vale il pane che mangia già lo sa bene.

Come abbiamo già scritto, i motori di ricerca sono diventati più “scaltri” – nota sempre le virgolette – nell’identificare tutte le attività con cui i professionisti della SEO tentano di manipolare l’ordine dei risultati. Questo per dire che il modo migliore per evitare di far inalberare Google, o qualunque altro motore, è usare il buonsenso.

Se qualcosa sembra poco, o nulla, naturale, se risulta tutto troppo forzato, questo qualcosa non dovrebbe far parte della tua strategia SEO: magari, l’ultimo trucco di posizionamento inventato da chi pretende di saperne una più del diavolo potrebbe funzionare per qualche mese, ma stai pur certo che, nel medio-lungo periodo, Google lo scoverà – e punirà chi ne avrà fatto uso; tieni conto che Google introduce ogni giorno novità e miglioramenti agli algoritmi del suo motore di ricerca.

Leggi anche: 5 errori da evitare per posizionare il tuo hotel su Google

Quindi, cosa fare?

 

Attenzione, non abbiamo mai scritto che le parole chiave sono morte. Il succo del discorso è un altro: non è salutare ossessionarsi per il posizionamento di una parola chiave. Piuttosto, la strategia SEO per il tuo hotel dovrebbe considerare il contesto e il pubblico verso cui la tua offerta di soggiorno si rivolge.

Considera questo esempio. Quale sarebbe la strategia di posizionamento tradizionale di un hotel 4 stelle a Roma?

Dopo le sue chiavi brand – quelle contenenti il suo nome, le più importanti per il suo business -, l’hotel potrebbe pretendere di farsi trovare su Google per chiavi simili a queste:

 

  • hotel 4 stelle roma
  • hotel di lusso roma
  • hotel a roma
  • albergo 4 stelle roma

 

Con queste parole chiave, il gioco non varrebbe la candela. L’investimento di tempo e denaro necessario per scalare i risultati delle ricerche su Google per queste chiavi non sarebbe ripagato dal maggior fatturato generato grazie a questa attività di posizionamento.

La soluzione è un’altra: diversificare la tua strategia, ovvero puntare su parole chiave che meglio rappresentano quel che desidera il tuo pubblico. In pratica, ti conviene condurre una campagna di posizionamento sui motori per le parole chiave “a coda lunga”, ossia più specifiche – per esempio, “hotel per famiglie roma centro” o “hotel animali ammessi roma centro”.

Concentrati sul topic della tua offerta di soggiorno, non sulla parola “nuda e cruda”: punta a farti trovare su Google da chi cerca i servizi del tuo hotel; se sei il solo hotel 4 stelle con piscina nel centro di Roma, devi farti trovare da chi ha in mente una struttura ricettiva con queste caratteristiche.

In più, puoi lavorare sulla vicinanza ad alcune attrazioni turistiche – “hotel roma piazza di spagna”, “hotel roma vicino vaticano” eccetera.

Per esempio, se scegli di puntare sul topic “hotel a Roma vicino al Vaticano”, la tua strategia SEO potrebbe prevedere la creazione di una serie di articoli, da pubblicare nel blog del tuo hotel, dedicati alle attrazioni da vedere in Vaticano, con annesse informazioni pratiche per la visita. Perché, poi, non pubblicare un’offerta nel tuo sito per tutti i turisti che vorrebbero visitare i musei del Vaticano?

E se il topic fosse “hotel nel centro di Roma con animali ammessi”? Potresti creare una pagina nel sito del tuo hotel, o nel tuo blog, per raccontare quali servizi sono disponibili per gli ospiti che soggiornano con i loro amici a quattro zampe – usa anche le immagini, non solo il testo. E chi ha prenotato nel tuo hotel cosa potrebbe fare, o dove potrebbe andare, con il suo cane nel centro di Roma? Racconta anche questo nel tuo sito.

Pensiero finale

Sono finiti i tempi in cui i professionisti della SEO rendicontavano la loro attività di posizionamento ai clienti con le posizioni ottenute nei motori di ricerca, parola chiave dopo parola chiave.

Se vuoi ottenere buoni risultati dalla SEO, lascia perdere il ranking delle parole chiavi e inizia a scegliere i topic, o le categorie, rispetto a cui il tuo hotel dovrà essere trovato dagli utenti di Google.

 

Per concludere: le parole chiave contano ancora, ma non tanto quanto alcuni anni fa. Ricorda sempre che al di là delle chiavi più competitive, esistono altre opportunità per garantire alla tua struttura ricettiva la visibilità che merita nei motori di ricerca.

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Trend negativo per il mare Italia

Trend negativo per il mare Italia

Allarme tra gli operatori turistici. Il rilancio di Egitto, Turchia, Grecia, Spagna si sta facendo sentire sul mercato. Intanto le famiglie tagliano i budget. «Per la prima volta negli ultimi cinque anni - commenta Massimo Feruzzi di Jfc - la durata media della vacanza balneare (intendendo quella principale) scende sotto i 10 giorni, e più precisamente a 9,2 giorni di vacanza media, contro i 10,3 dello scorso anno. È il trionfo del nomadismo: il 67,8% degli italiani che intendono quest'estate fare una vacanza in una località balneare è disposto a cambiare scelta all'ultimo minuto se ha la certezza di trovare un'opzione “light & hight”, nasce da qui l'altissima quota dei nuovi turisti nomadi, altamente infedeli a qualsiasi località
Prenotazioni Hotel in forte calo in base ad una analisi sul trend per il mare Italia
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Insomma sempre più ricerca dell’occasione, mentre gli operatori hanno aumentato i prezzi e diminuito gli investimenti, come sottolinea l’indagine previsionale effettuata da Jfc con un campione di circa 7mila operatori. Il mare resta al top ma diminuisce la quota degli italiani che manifestano palesemente l’intenzione di fare la propria vacanza principale in una località balneare, assestandosi al 53,7% del totale (-6 punti percentuali rispetto all’estate 2018). Nomadismo ma anche attenzione al budget: la pura mancanza di disponibilità economica si fa sentire nel 38,4% dei casi (lo scorso anno questo indicatore valeva il 18,4%).

Intanto, quest’anno quasi quattro operatori su dieci hanno aumentato i prezzi. Gli alberghi delle località balneari (Centro-Nord) hanno apportato un aumento di prezzo dei listini pari al +2,2%; gli alberghi del Sud hanno rincarato del +4,1%; le strutture plein air (villaggi turistici, campeggi ed aree di sosta) delle località balneari hanno aumentato i prezzi del +4,3%; le altre strutture ricettive extra-alberghiere (RTA, B&B, agriturismi, case e appartamenti per vacanze, ostelli per la gioventù) hanno apportato un aumento dei prezzi pari al +5,5%; i servizi di spiaggia subiranno un aumento complessivo che si attesta al +2,1%; la ristorazione aumenta di una quota pari al +1,5%; i costi del viaggio rispetto allo scorso anno crescono del 3,3%; le spese per lo svago (visite, escursioni, divertimento su base nazionale) segnano un incremento pari al +1,9%.

L’incremento dei prezzi di listino non sarà sufficiente a recuperare le quote di clientela che si perderanno. La spesa media è stata quantificata in 616 euro a persona per una settimana di vacanza al mare in Italia (contro i 620 euro dello scorso anno); spesa che diventa pari ad euro 1.490 per nucleo familiare composto da genitori e un figlio di età inferiore agli 8 anni; 242 euro, invece, la spesa media a persona per trascorrere un fine settimana al mare; spesa che diventa pari ad euro 566 per nucleo familiare composto dai genitori e da un figlio di età inferiore agli 8 anni

Per il comparto mare Italia si prevede un decremento complessivo delle presenze del 4,1% e degli arrivi dell’1,6%. Anche il dato relativo al fatturato del comparto balneare italiano si allinea a queste previsioni, con una flessione di 3,3 punti percentuali. Il margine aziendale calerà di circa 8 punti percentuali rispetto alla stagione 2018. Vince la classifica generale per l’offerta mare nel suo complesso l’Emilia-Romagna, seguita da Sardegna e Veneto; come area balneare più famosa svetta la Sardegna, seguita da Emilia-Romagna e Veneto; l’area balneare considerata più trendy fa invece riferimento alla Sardegna, seguita da Sicilia e Puglia; per quanto riguarda l’area balneare con la “migliore ricettività”, vince l’Emilia Romagna, seguita da Sardegna e Toscana; la classifica dell’area balneare con le migliori spiagge vede in vetta ancora la Sardegna, seguita da Calabria e Sicilia; infine, la classifica delle aree balneari regionali con più servizi vede la vittoria dell’Emilia-Romagna, seguita da Veneto e Toscana.

Previsioni in negativo

Vince, come destinazione più accogliente ed ospitale, Rimini seguita da Jesolo e San Benedetto del Tronto; Riccione è considerata la località più di tendenza ed alla moda, seguita da Forte dei Marmi e Cervia-Milano Marittima; quella valutata come la più rilassante e tranquilla è, invece, Sabaudia, seguita da Budoni e dalle Isole Egadi; la località considerata più divertente e giovanile è Gallipoli, seguita da Porto Cesareo e da Cervia-Milano Marittima; la più conveniente è Alba Adriatica, poi Francavilla a Mare e San Benedetto del Tronto; la località considerata più “costosa” è Porto Cervo, seguita da Portofino e Capri; infine, la località balneare più comunicata e vista in tv ed in pubblicità è Riccione, poi Rimini e Arbatax.

I migliori profitti

Le aree che otterranno i migliori risultati, sia per quanto riguarda le presenze che i fatturati, sono quelle della Calabria e della Sicilia, nonché la Basilicata. Le destinazioni della Calabria che segnano i migliori indici di crescita sono quelle dell’area che va da Amantea-Tropea sino a Reggio Calabria (+2,6% di presenze e +3,1% di fatturato) e l’area balneare sud del Mar Ionio, sino a Isola di Capo Rizzuto (rispettivamente +2,1% e +2,9%). Bene anche le località nord del Tirreno e l’area balneare della Basilicata (+0,8% di presenze e + 1,5% di fatturato), mentre sono stabili le presenze nell’area nord del Mar Ionio sopra Crotone, ma con il fatturato in crescita del +1,1%. In Sicilia, invece, si raggiungono incrementi variabili tra i 2 ed i 4 punti percentuali, sia per la costa che va da Palermo a Messina ( +4,2% di presenze e +4,0% di fatturato), per la costa che va da Marina di Ragusa a San Vito lo Capo (indici superiori al +3%) e pure per il litorale siciliano da Taormina a Pachino (+2,2% di presenze e + 2,3% di fatturato). 

Sono poche le altre aree/destinazioni con indici in positivo: l’area sud-ovest della Sardegna con il +1,8% di presenze ed il +2,3% di fatturato; le isole toscane (+1,9% di presenze e +2,3% di fatturato); l’area sud del Lazio (+1,8% di presenze e +2,2% di fatturato) e la riviera veneta, che segna un +1,2% di presenze e +1,4% di fatturato. Poi, con leggeri indici di crescita troviamo le località della costa friulana (presenze stabili e un +0,6% di fatturato) e della riviera romagnola (+0,8% di presenze e fatturato stabile). Tutte le restanti aree segnano indici negativi, con la Puglia che, dopo anni di incessante crescita, nell’estate 2019 perderà sino al 13,6% di presenze e fatturato. In Puglia tutti i tre ambiti analizzati segnano indici negativi, con il Salento che perderà oltre l’11% in termini di presenze e quasi il 14% di fatturato. Altre aree in forte sofferenza saranno quelle sarde (ad eccezione dell’area sudovest), con forti ripercussioni generalizzate. Male anche l’area balneare nord del Lazio (-2,8% di presenze e -3,3% di fatturato) ed il levante ligure (-2,2% di presenze e – 2,4% di fatturato).

 

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Gestire un Hotel

Gestire un Hotel

GESTIONE DI UN HOTEL

Gestire un hotel, un piccolo albergo, un b&b necessita di operazioni e competenze ben precise. Anche se sei solo un host Airbnb devi avere un minimo di conoscenze di gestione alberghiera. Perché qualunque sia la struttura ricettiva di cui ti occupi e anche se vi hai investito solo il tuo tempo, devi ottenere un guadagno che ripaghi i tuoi sforzi. Quali di queste cose fai per la gestione del tuo albergo e quali tralasci?
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Com’è cambiato il mondo dell’hospitality in Italia

Prima di fare la lista delle cose che devi fare e delle conoscenze richieste, è necessario capire come è cambiato il mercato dell’accoglienza turistica e quali sono gli effetti sul modo di gestire un hotel. Probabilmente fai già buona parte delle operazioni elencate sotto. Ma forse non hai avuto il tempo o le risorse necessarie per aggiornare alcune competenze in base ai trend del mercato. Ecco i principali cinque fattori che hanno rivoluzionato il settore turistico alberghiero, andando indietro nel tempo:

  1. il mobile. I dati forniti da questa ricerca di Google su come il mobile influenza le decisioni dei viaggiatori sono impressionanti. Certamente gli smartphone hanno iniziato a trasformare il settore turistico da diversi anni. Ma abbiamo inserito il mobile al primo posto, perché come spesso accade con le rivoluzioni tecnologiche, ci si rende conto dei cambiamenti prodotti solo quando sono ormai ampiamente diffusi (idem per internet al 4° posto di questa classifica).
  2. la crisi economica. Gli ultimi anni sono stati drammatici per l’economia. Il budget per le vacanze e per i viaggi di lavoro è tra le voci di spesa che le famiglie e le aziende hanno tagliato per primi quando il reddito e i ricavi societari sono diminuiti.
  3. il meccanismo spietato delle recensioni on line. Capita che una recensione su TripAdvisor negativa o perfino falsa comprometta anni di passione ed esperienza per il proprio lavoro. A volte la recensione è stata lasciata da un cliente eccessivamente puntiglioso, talvolta in malafede. Oppure ha alloggiato nel tuo albergo nell’immancabile giornata nera.
  4. internet. Chiunque sappia usare bene le leve del web marketing turistico per dare visibilità alla propria struttura ricettiva, è un tuo temibile concorrente.
  5. le compagnie aeree low cost. Da Ryanair in poi il settore del trasporto aereo non è più lo stesso. Il numero delle destinazioni turistiche è cresciuto enormemente. Oggi devi competere con un piccolo resort su un’isola del pacifico oltre che con l’hotel dietro l’angolo.

Analisi di mercato dei clienti

Se ti sei posto questa domanda sei già a buon punto, ma devi andare oltre. È necessario capire chi sono le buyer personas del tuo b&b, del tuo ostello o del tuo resort. Ovvero devi costruire dei profili accurati e completi dei tuoi clienti. Non limitarti a distinguere tra donne, uomini, coppie o solo travellers. Fai l’identikit del tuo ospite: professione, preferenze, hobby, lifestyle.

In questo modo sarai in grado di indirizzare al meglio i tuoi investimenti pubblicitari e fornire ai guest i servizi che realmente vogliono. Un esempio semplice: oggi molte strutture alberghiere si stanno dotando del wifi (giustissimo nella maggior parte dei casi). Ma se il tuo fosse il villaggio sperduto scelto da chi desidera staccare dalla realtà iper-connessa in cui vive tutti i giorni? Forse non è necessario avere il wi-fi in tutte le stanze e puoi usare quelle risorse in maniera più remunerativa.

Ecco cosa devi fare: 1) individua i servizi da offrire ai tuoi ospiti; 2) stipula accordi con i local provider; 3) non dimenticare di dire ai tuoi clienti di quali servizi turistici e attività possono usufruire!  

Gestione della struttura e selezione del personale

Sia che tu abbia scelto di affittare un appartamento su Airbnb o sia il proprietario di un albergo con 15 stanze, la tua struttura ricettiva deve essere sempre in buone condizioni, pulita e confortevole. Verifica se è necessario il wifi per alberghi, l’impianto di condizionamento o perfino di insonorizzazione. Il personale alberghiero dovrebbe essere numeroso: addetti alla reception cortesi, cameriere esperte per le pulizie, manutentori veloci e tuttofare, ottimi cuochi se è presente il ristorante. Ma il costo del lavoro in Italia è molto alto e non sempre è possibile avere un team numeroso.

Ecco cosa devi fare: 1) seleziona solo persone qualificate; 2) scrivi un manuale per i dipendenti in cui specifici gli standard qualitativi, i comportamenti da adottare con i clienti e le regole da non infrangere; 3) monitora le recensioni su Tripadvisor e in tutto il web; 4) invia delle survey dopo la partenza. Durante il soggiorno puoi decidere di inviare delle notifiche push per avere un immediato riscontro e correre prontamente ai ripari. Dopo la partenza del guest puoi inviare una costumer satisfaction survey per conoscere il suo livello di soddisfazione e capire cosa migliorare.

Amministrazione alberghiera

La gestione alberghiera richiede molto tempo. Se sei un host Airbnb e il settore dell’hospitality non è la tua principale fonte di reddito, potrai dedicargli solo parte delle tue giornate. Aspettare l’arrivo del guest ad un orario imprecisato diventa allora un impegno eccessivo. Nei grandi hotel, il personale della reception non è in grado di essere sempre cordiale, quando le operazioni di check-in si accavallano, il telefono squilla e un ospite fa una richiesta particolare.

A tutte queste pratiche di management alberghiero quotidiano se ne aggiungono altre che non puoi tralasciare: la contabilità, la gestione delle prenotazioni e il revenue management, ovvero il continuo adeguamento delle tariffe delle stanze. Queste devono essere flessibili e vantaggiose in quanto il prezzo è il fattore decisivo che determina la scelta di una destinazione e di una struttura. 

Ecco cosa devi fare: 1) affidati ad un commercialista che abbia già esperienza nella contabilità alberghiera; 2) sfrutta la tecnologia per automatizzare i processi riducendo così il margine d’errore e risparmiando tempo; 3) digitalizza il materiale cartaceo informativo. 

Cos’è l’hotel marketing

’hotel marketing si compone di numerose attività. Alcune sono off-line, come volantini, eventi, pr. Altre rientrano nel web marketing turistico. Il web marketing turistico a sua volta comprende più strumenti.

 La maggioranza degli utenti quando ha bisogno di informazioni le cerca su Google, pertanto, se una struttura alberghiera ha un sito web di difficile navigazione o costruito senza tener conto delle esigenze del proprio target di riferimento è come se non esistesse.
Il sito web di un hotel, non è una brochure e neanche una vetrina on line: è piuttosto il principale canale di vendita dell’hotel stesso.

  • il sito. Il sito web di un hotel, così come di un ostello, è la sua casa on line. Se vuoi far sì che le prenotazioni dirette tramite il tuo booking engine aumentino, è un grave errore pensare che al sito basti essere graficamente accattivante. Oggi un sito per hotel deve essere responsive e facilmente navigabile. Inoltre devi sfruttarlo al massimo raccogliendo e analizzando efficacemente i dati sul traffico disponibili su Analytics.
  • la pubblicità on line.  Spesso si pensa che gli annunci a pagamento sulla rete Adwords o sui social richiedano budget limitati. Anche per la pubblicità on line l’investimento economico non è irrisorio. Il vantaggio del search engine marketing per hotel rispetto ai canali off-line è che a parità di costi pubblicitari l’on-line è spesso più efficiente.  Le Facebook Ads e tutti gli altri tipi di annunci sono mirati localmente, targettizzabili per una infinità di criteri e possono essere monitorati costantemente.
  • e-mail marketing. La posta elettronica è uno strumento molto efficace per le strutture ricettive, se gestita in maniera professionale. Non devi mai: comprare liste di contatti e riempire i clienti di email a tutte le ore del giorno. Piuttosto devi creare nel tempo un database dettagliato di utenti profilati, inviare un flusso di email con contenuti diversificati, utilizzare software appositi per gestire le campagne e monitorare gli invii.
  • recensioni. Hai mai sentito parlare di web reputation e listening? La prima è la tua reputazione on line, la seconda è la tecnica di ascolto di ciò che viene detto di te e del tuo mercato di riferimento. Devi leggere le recensioni sui social, le conversazioni sui forum, i blog e le community di settore. Il modo migliore per ottenere delle buone recensioni su TripAdvisor non solo è fornire un servizio che soddisfi il tuo ospite. Devi anche stimolare i tuoi guest affinché spendano un attimo del loro tempo per lasciare un’opinione positiva nel web sulla tua struttura.
  • social networks. Una fetta sempre maggiore di persone oggi accede ad internet direttamente e solo da Facebook e condivide sui canali social le immagini dei propri viaggi in tempo reale. Ecco perché il tuo b&b, agriturismo, beauty farm, grande albergo non può mancare su Facebook e sugli altri social. Ma non deve essere su tutti e soprattutto, là dove presente, deve interagire coerentemente con i suoi follower.
  • OLTA. Alcuni gestori delle strutture ricettive considerano Expedia, Booking.com, etc. i loro principali nemici. In realtà attraverso le OLTA puoi ampliare il tuo bacino di potenziali clienti, promuovere e accrescere la visibilità della tua struttura.

Ecco cosa devi fare: 1) studia i tuoi competitors on line; 2) segui un corso di formazione gratuito Google oppure affidati a dei professionisti; 3) sfrutta il canale mobile attraverso cui oggi passa parte del processo di ricerca, prenotazione e l’esperienza di viaggio; 4) spingi i tuoi clienti a lasciare una recensione sulla tua struttura; 5) invia delle mail mirate direttamente al tuo guest prima, durante e dopo il soggiorno; richiedergli una recensione; fare direct marketing anche in alta stagione acquisendo mail dirette degli ospiti e inviando comunicazioni personalizzate.

Quali di questi aspetti pensi sia più importante per gestire un hotel, b&b, appartamento e qualsiasi altra struttura ricettiva nel miglior modo? Scrivici la tua opinione e la tua esperienza nel settore dell’ospitalità turistica.

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Gli errori più comuni di un albergatore

Gli errori più comuni di un albergatore

GLI ERRORI DEGLI ALBERGATORI

Caro albergatore, se anche tu ti senti tirato in causa, sappi che hai sempre tempo per rimediare. Nella mia esperienza operativa in hotel, ho riscontrato spesso una serie di mancanze commesse dal management degli alberghi. Quando si comincia un’attività, in genere, si parte sempre con i migliori presupposti e con le migliori idee. Si è convinti di essere in grado di distinguersi dai propri competitor e si è sicuri di avere in mano la carta vincente per fare la differenza. A volte, prima di entrare nel vivo, addirittura ci si immagina a gestire alcune situazioni, catapultandosi in una dimensione che sembra quasi reale.
Gli errori più comuni di un albergatore sono sempre gli stessi e possono influire negativamente sulle performance del proprio hotel,
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Ggrazie all’esperienza acquisita lavorando nel settore e incontrando molti operatori turistici in occasione di convegni, corsi e seminari, ci siamo resi conto che gli errori più gravi, quelli che impediscono di valorizzare il proprio hotel o b&b, sono sempre gli stessi:

1. RILASSARSI E ASPETTARE CHE I CLIENTI SCELGANO IL TUO HOTEL

Nel 21° secolo non è più concepibile continuare ad operare come 20 anni fa. Il mercato cambia in continuazione e avere delle belle camere non è più sufficiente. Se ci rifletti, il bello è soggettivo! Ciò che lo è per me, potrebbe non esserlo per te. Non possiamo più continuare a parlare solo del mercato Leisure e del mercato Business, perché i segmenti sono davvero infiniti. Quello che ti consiglio di fare è pianificare, scegliere dei segmenti che potrebbero fare al caso tuo e andarteli a prendere! Come? Il mondo del marketing è fantastico perché non ha limiti! Fiere, riviste di settore, contatti con associazioni di categoria, social media, google adwords, agenzie… L’importante è che, una volta raggiunti i target sul piano mediatico, le tue camere e i tuoi servizi siano belli per loro. Costruiti su misura!

2. STABILIRE LE TUE TARIFFE “A NASO” E PERSEVERARE CON I LISTINI

Sapevi che avere una tariffa fissa o lavorare con i listini di bassa, media o alta stagione, ti farà perdere ricavi sempre e comunque?

Perché? Semplice: se il tuo obiettivo principale, in quanto impresa, è quello di ottimizzare i tuoi profitti, mantenendo una tariffa fissa, potresti perdere le prenotazioni del segmento di mercato che è disposto a spendere meno e, contemporaneamente, perdere i ricavi del segmento di mercato che acquista alla tua tariffa, ma che sarebbe stato disposto a spendere di più.

Se continuerai a vendere secondo la tua percezione del tuo prodotto, stabilendo i tuoi prezzi in base a ciò che tu stesso saresti disposto a spendere per il tuo prodotto, senza curarti dell’opinione del mercato (o meglio, dei vari segmenti che lo compongono), sicuramente perderai profitto. L’unica soluzione che hai è utilizzare l’analisi dei dati storici come base di partenza per costruire la tua strategia tariffaria          o di Revenue management

3. RACCOLTA DATI

Mi è capitato troppe volte di avere in consulenza hotel dotati delle migliori tecnologie, con i migliori PMS (property management system), completi di tutti i moduli, per poi assistere ad un utilizzo parziale dei sistemi. Che senso ha avere un gestionale da € 10.000,00, tra i più performanti sul mercato e utilizzarlo solo per check in e check out? Il bello di questa tecnologia sta proprio nel fatto che, inserendo correttamente e sistematicamente i giusti input, è in grado di elaborali per restituirti statistiche, dati in termini di occupazione, di ricavi, di costi, di performance per segmento di mercato. Sai quanto è importante sapere quanto tempo prima si concretizza la domanda di un certo segmento di mercato, su una certa data e a quale tariffa? (solo il lead time può indicartelo) Gestire un database, sia dei clienti fidelizzati, sia degli utenti generici che hanno semplicemente richiesto informazioni, consente di avere sempre a portata di mano un elenco di contatti altamente profilati che saranno una vera fonte di guadagno per l’albergatore.

4. NON AVERE DELLE PROCEDURE CHIARE DI REPARTO

Se ritieni che l’incapacità dei tuoi collaboratori sia il problema principale del calo delle performance del tuo hotel, sappi che potrebbe non essere così. A meno che tu non ti sia circondato di una massa di incapaci e svogliati (ma anche in quel caso devi prendertela con chi ha fatto la selezione), la responsabilità potrebbe essere attribuita ad una mancanza di procedure chiare e soprattutto scritte, che ogni (e dico ogni) risorsa umana in struttura dovrebbe aver accettato e sottoscritto. I mansionari (o addirittura i tempari) devono essere accessibili a tutti. Se, ad esempio, hai stabilito che il controllo delle carte di credito va effettuato il martedì e il giovedì, per tutte le prenotazioni con arrivo entro una settimana, devi anche stabilire chi e a che ora svolgerà l’operazione. Solo una procedura chiara potrà darti la possibilità di contestare un’attività sbagliata da parte di un tuo collaboratore. E’ molto frequente, dinnanzi ad un rimprovero, sentirsi rispondere con frasi del tipo “non lo sapevo…”, “…io in genere faccio in un altro modo…”, “… ah, pensavo non spettasse a me farlo…”. Solo una procedura potrà limitare o addirittura eliminare il margine di errore. Stesse indicazioni nel dettaglio andrebbero fornite anche in merito all’abbigliamento e alla cura della propria persona.

5. NON FORMARE I PROPRI COLLABORATORI

Il primo esempio che mi viene in mente è quello di un albergatore che lamentava il fatto che nessuno dei suoi collaboratori avesse dimestichezza con i social media (in particolare con i profili aziendali) per attivare una campagna sponsorizzata. La mia risposta fu (indovinate un po’): perché non mandi qualcuno a seguire dei corsi?
Se investi sulla formazione del tuo staff, il vantaggio è solo tuo! I collaboratori si sentono più importanti, la tua azienda acquista un’immagine più professionale agli occhi di chi ci lavora all’interno, accrescendo anche il senso di appartenenza di tutta la squadra.

Scrivere articoli del genere, mi riesce abbastanza facile solo perché sono stato il primo a cadere nell’abitudine o a dare per scontati alcuni aspetti, durante la mia carriera operativa in hotel. Non c’è niente di più normale per chi affronta la quotidianità. La cosa importante, a mio avviso, è analizzare costantemente il proprio operato e mettersi continuamente in discussione in rapporto ai propri obiettivi e alle proprie strategie.

6. TOTALE ASSENZA DI STATISTICHE

Molti albergatori hanno un sito web, magari anche aggiornato e completo di tutte le informazioni, però non hanno disponibili le statistiche relative agli accessi degli utenti. E’ paradossale, ma vi assicuro che almeno la metà dei miei clienti o non avevano le statistiche installate sul loro sito, o non avevano accesso diretto a questi dati, i quali erano custoditi sotto chiave dalla web agency di turno. Non essere in possesso di queste informazioni, è come possedere un teatro e non sapere il numero di paganti degli  spettacoli.

Controllare le statistiche di accesso al sito della propria struttura è piuttosto semplice (spesso sono comprese nel servizio di hosting) ed è il primo passo per conoscere lo stato di salute del proprio sito. Grazie alle statistiche potrete infatti capire quanti utenti visitano giornalmente il sito, da quale parte del mondo provengono le visite, quali sono le pagine più visualizzate, il numero di conversioni generate e molto altro ancora

7. UN SITO WEB POCO ACCATIVANTE

Qualcuno, lì fuori, pensa ancora che una volta fatto un sito questo possa rimanere così com’è per millenni? Purtroppo si! Molti degli albergatori che mi contattano mi dicono che vogliono avere più visibilità sui motori di ricerca e più prenotazioni, ma poi mi specificano che il loro sito attuale va benissimo e non può essere modificato.

Mi spiace ma non è così che funziona, un sito vecchio di 5 o addirittura 10 anni fa  ha una grafica e delle caratteristiche obsolete, che molto probabilmente non sono in linea con gli standard odierni e che gli impediscono di ottenere dei risultati soddisfacenti sia in termini di visibilità che di prenotazioni generate.

8. BOOKING ENGINE MANCANTE

Correlato al punto precedente, il booking engine è considerato da alcuni un sovrappiù, un’opzione in fin dei conti superflua. Niente di più sbagliato!, perché la possibilità di prenotare online da subito, senza aspettare la risposta dell’albergatore, dà al potenziale cliente un vantaggio: l’immediatezza. Questo però non vuol dire che si preclude la possibilità dell’utente di chiamare o mandarci una richiesta per e-mail se lo preferisce, anzi con un booking engine si fornisce un’alternativa a questo sistema che comporta una perdita di tempo.

Con un booking engine in qualunque momento l’utente può sapere se è disponibile la stanza di cui ha bisogno, se in quel periodo dell’anno è tutto esaurito ecc., questo non solo facilita il turista, ma consente all’albergatore di incentivare le prenotazioni e di risparmiarsi parecchio lavoro grazie ad un processo di vendita automatizzato

9. ZERO INVESTIMENTI NEL WEB MARKETING

Per chi gestisce una struttura ricettiva ci sono una serie di spese obbligate da non mettere in discussione, tipo bollette, costo del personale e forniture varie. Purtroppo la voce Web Marketing che a mio avviso è necessaria come le altre, purtroppo non è tra queste, e i risultati negativi si sentono. Dopo aver realizzato un sito efficiente è opportuno migliorarne la visibilità, l’unico modo per farsi trovare dai potenziali clienti.

Investire risorse nel web marketing (Search Engine Optimization, Keyword Advertising, ecc.) significa pensare al presente e non al futuro come molti credono, perché già oggi la visibilità sui motori di ricerca è il primo fattore determinante per ottenere la giusta occupazione

10. SOTTOVALUTARE LA REPUTAZIONE WEB

Una delle domande che rivolgo ai miei clienti prima di impostare una strategia di web marketing è “come siete messi dal punto di vista della reputazione online?” Una volta mi è capitato di ricevere questa risposta: “così e così, ormai non controlliamo più per non avvelenarci le giornate!”.
La web reputation è un tema centrale, perché sempre più persone, prima di fare un acquisto sul web, cercano opinioni, consigli e informazioni condivise da altri utenti. Molto spesso questo accade non attraverso i canali ufficiali, bensì tramite community, forum di settore, blog e social network. Perciò è importante che gli operatori turistici si interessino di cosa si dice in rete, perché è qui che le conversazioni nascono, per poi amplificarsi all’esterno.

Monitorare la propria reputazione vuol dire controllare le recensioni su siti come Zoover, Tripadvisor, Tripwolf e simili, presidiare dei social network tramite dei profili social su Facebook e Twitter, così da poter rispondere nel caso di controversie e recensioni negative, ma anche dimostrarsi attenti, ricettivi e disponibili. Qualità rare e preziose, che vengono sempre premiate, credetemi….

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