Rincorsa in affanno per il  fisco sugli affitti brevi

Rincorsa in affanno per il fisco sugli affitti brevi

Il fisco rincorre con affanno l'esplosione degli affitti brevi e cerca di identificarli con strumenti nuovi.
Il fisco rincorre (con il fiatone...) l'esplosione degli affitti brevi e cerca di identificarli con strumenti nuovi.
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Come previsto dal Decreto Crescita, infatti, presto l’Agenzia delle Entrate potrà accedere alla banca dati della Polizia di Stato (chiamata “Alloggiati web”: un nome poco incoraggiante) dove tutti gli host che affittano individualmente o tramite portali (come i noti Airbnb, Booking, Homaway, ecc.) sono obbligati a comunicare le generalità degli ospiti.

Una nuova arma in mano all’amministrazione finanziaria, quindi, per “stanare” chi non dichiara gli introiti da affitti brevi.

Il problema, però, è che in questa banca dati, a fine 2018, risultassero appena 195mila appartamenti registrati, dato evidentemente incongruente con le statistiche rese pubbliche dai noti portali sopra menzionati:

⁃ a luglio erano circa 416mila gli appartamenti disponibili sul solo portale Airbnb,

⁃ con una capacità complessiva di oltre 1,8 milioni di posti letto, quindi oltre il doppio rispetto a tutti gli appartamenti registrati presso la Polizia di Stato.

Certo, su questi ed altri portali si trovano anche affittacamere gestiti in forma imprenditoriale, bed and breakfast e persino stanze di hotel, ma appare comunque evidente la discrepanza tra le due diverse fonti di dati.

E’ arcinoto a tutti che questo tipo di “business” si presta facilmente all’economia sommersa e la lotta per la messa in chiaro è ben lontana dal giungere ad una conclusione.

Tutto ciò nonostante le significative sanzioni per chi affitta, anche per una sola notte, senza inviare i dati degli ospiti alla Polizia di Stato: si rischia l’arresto fino a 3 mesi o ammenda fino a 206 euro (art. 17 del Tulps), ma è indubbio che la difficoltà di verifiche a tappeto di queste attività rendono meno temute queste penalità.

I numeri parlano chiaro: quasi 29mila a Roma, 17mila a Milano, 11 mila a Firenze, il picco di 63mila a Venezia: questi i numeri degli annunci presenti solo su Airbnb nella scorsa estate.

Lo stesso fisco ha gioco ben difficile nel recuperare il sommerso se la sua poco lungimirante strategia passa attraverso l’ormai abituale complicazione di qualsiasi adempimento: ancora una volta la burocrazia non viene incontro al cittadino che volesse mettersi al passo con gli obblighi dichiarativi dato che spesso le varie Questure adottano moduli di accesso ad “Aloggiati web” di difficile fruizione oltre che, in molti casi, a rifiutare il rilascio delle credenziali per mancanza di documentazione.

La strada che il fisco dovrà percorrere per avere una situazione più limpida per queste attività, quindi, è ancora molto lunga e difficoltosa e gli host (non solo gli ospiti) sembrano dormire sonni tranquilli.

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<h1>Come scegliere il gestionale software più adatto al tuo hotel</h1>

Come scegliere il gestionale software più adatto al tuo hotel

Gestire un hotel non è mai semplice, soprattutto quando si tratta di acquisire e coordinare prenotazioni e dati sensibili. Per questo motivo, sono sempre più numerosi gli albergatori che decidono di avvalersi di un supporto in grado di memorizzare informazioni, organizzare le prenotazioni e, aspetto non indifferente, elaborare analisi e report.
La scelta di unn gestionale hotel, un PMS, ovvero un Property Management System, è un programma applicativo che consente al personale alberghiero di gestire tutte le operazioni di booking, check-in, check-out, reporting e pagamenti.
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Vediamo come scegliere il gestionale software più adatto al tuo hotel

Un PMS, ovvero un Property Management System, è un programma applicativo che consente al personale alberghiero di gestire tutte le operazioni di booking, check-in, check-out, reporting e pagamenti.

Si tratta di un vero e proprio investimento: mentre il front office attinge velocemente a una grande quantità di dati, la direzione può elaborare programmi strategici per prevedere e massimizzare i risultati.

Il tutto anche contemporaneamente, tramite più gestionali e con collegamenti personalizzabili e gestibili anche da remoto

Scegliere il PMS giusto

Per prima cosa, si consiglia di optare per un sistema facilmente integrabile e collegabile su tutti i dispositivi già presenti in albergo: una soluzione ottimale, per lavorare con più operatori addetti al check-in e al check-out.

Ulteriore elemento critico è l’efficacia del PMS: il sistema deve essere in grado di gestire tutte le attività in maniera ottimale, per massimizzare il rendimento e sollevare il personale da operazioni realizzabili automaticamente.

Deve fare risparmiare tempo

Deve essere in grado di interfacciarsi con tutte le OTA e Booking angine; se si prenota dal nostro sito o booking.com, expedia.com, ecc. le prenotazioni devono essere inserite automaticamente nel PMS, e le cancellazioni tolte idem.

La possibilità di attivare il check-in check-out on line.

Nella gestione dei gruppi, deve considerare le gratuite, i prezzi a pax, supp. singole, riduzione per le triple, quadruple, ecc… Deve gestire la tassa di soggiorno in un click.

Ci deve semplificare la vita

Automatizzare tutti i processi ripetitivi, dalle mail allegate alla prenotazione, la reportistica perfetta, i documenti emessi salvati in automatico in pdf, che emetta le fatture senza i prestampati XRF e li alleghi alla mail del cliente in automatico quando emette la fattura.

  1. Ogni notte si deve collegare al sito della Questura per lo scarico dei PS, stessa cosa per i dati Istat.
  2. Deve essere collegato alla posta per l’invio automatico di mail con tutto quello che voglio comunicare ai clienti.
  3. Deve fare i corrispettivi perfetti, deve fare l’elenco delle fatture mensili come vuole il mio commercialista.
  4. Quando sono al completo mi deve chiudere tutti i canali di vendita in automatico.
  5. Deve applicare la politica dei prezzi che voglio, e comunicarla a tutti i canali di vendita.
  6. Mi deve controllare tutte le commissioni che pago ai portali.
  7. Comunicare in tempo reale con i reparti per la fornitura dei servizi

 

Rapporto Qualità-Prezzo

Un ultimo fattore da considerare è il costo e il supporto tecnico del prodotto.

Si consiglia di optare per un sistema di qualità, personalizzabile e duraturo: si tratta di un investimento, pertanto la scelta basata esclusivamente sul prezzo più basso può rivelarsi pericolosa.

Inoltre, è fondamentale potersi avvalere di supporto tecnico in caso di problemi che, si sa, possono verificarsi in qualsiasi momento.

Nel complesso, la difficoltà maggiore riscontrabile con l’integrazione di un buon PMS, è quella legata alla scelta dello stesso, poiché un investimento sbagliato può comportare un’inutile perdita di tempo e di denaro.

Superata la fase iniziale, la formazione del personale e l’integrazione del sistema consentiranno di semplificare nettamente tutte le attività organizzative, migliorando la gestione e il rendimento di tutto l’hotel.

 

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La tecnologia sempre più indispensabile per gli hotel

La tecnologia sempre più indispensabile per gli hotel

Non è una novità il fatto che i consumatori sono sempre più scaltri nonché appassionati in fatto di nuove tecnologie sia in ambito professionale che personale, tanto che si aspettano servizi all’altezza anche quando sono in viaggio. Le strutture ricettive devono, dunque, essere in grado di garantire questo genere di amenities.
I consumatori sono sempre più scaltri nonché appassionati in fatto di nuove tecnologie sia in ambito professionale che personale, tanto che si aspettano servizi all’altezza anche quando sono in viaggio. Le strutture ricettive devono, dunque, essere in grado di garantire questo genere di amenities.
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Gli hotel più lungimiranti si sono già adattati predisponendo una serie di servizi altamente tecnologici: spazi funzionali per meeting, lobby e postazioni con dispositivi, pc, stampanti, webcam. Gli operatori hanno, infatti, compreso l’importanza di essere sempre all’avanguardia, per attirare la clientela specie se giovane e particolarmente sensibile alle innovazioni.
Di seguito la top ten delle tendenze in fatto di innovazioni tecnologiche nell’hotellerie.

Trend 1. Dialogo tra i dispositivi personali e i sistemi tecnologici dell’hotel
Difficilmente i clienti viaggiano senza i propri dispositivi al seguito. Secondo un sondaggio di SmartBrief poll ciascuno porta con sé almeno 2 dispositivi: per questi ospiti la tecnologia non è affatto un optional e rientra a pieno titolo tra i servizi standard dell’albergo, tanto che si aspettano che vengano soddisfatte le loro esigenze tecnologiche come ad esempio la possibilità di sincronizzare il proprio smartphone con la tv dell’hotel, così da poter accedere direttamente alla propria libreria di film, foto e pagine social, o ancora, la presenza in camera di pannelli di connettività vicino al comodino, in modo da monitorare e controllare comodamente dal letto il proprio dispositivo, telefono o tablet, collegato al pannello.

Trend 2. Automazione
Sono sempre di più gli ospiti che preferiscono ordinare il servizio in camera o fare una qualsiasi richiesta, senza voler alzare la cornetta del telefono.
Su questo ha puntato l’azienda Intelity che, attraverso la sua applicazione ICE, fornisce supporto a più di 500 hotel in tutto il mondo. ICE consente agli ospiti di effettuare la loro richiesta che il sistema provvederà a inviare direttamente al personale di competenza che riuscirà a soddisfarla in modo sollecito e puntuale. Più dell’85% dei clienti utilizza questa modalità durante il proprio soggiorno, specie per il servizio in camera, la sveglia e le pulizie.
Sempre di più, quindi, gli hotel devono prevedere sistemi di building automation: lo Hyatt Union Square di New York lo ha fatto, fornendo un’anticipazione delle innovazioni tecnologiche a disposizione, già al momento del check-in con 3 possibili opzioni: quello tramite il personale tablet, quello sempre self-service, ma tramite una postazione digitale e quello tradizionale alla reception. Ebbene, circa il 40% dei clienti sceglie il check-in tramite tablet.

Trend 3. I benefici delle “novità”
Sempre più hotel stanno rendendo agevole l’accesso ai servizi tecnologici anche a quei clienti che viaggiano invece senza personali dispositivi, fornendo una serie di servizi alternativi come ad esempio l’entertainment della tv. L’hotel Muse di New York, per fare un esempio, offre durante il soggiorno degli ospiti degli e-book reader ricchi di contenuti – libri, riviste – e con la possibilità di acquistare altri prodotti a scelta.
Altro servizio molto gradito, soprattutto nelle strutture per clientela business, è la possibilità di stampa wireless.

 

Trend 4. La lobby, un vero e proprio hub tecnologico
Dagli schermi touch, alle postazioni Wii fino ai tavoli interattivi, la lobby si trasforma passando da luogo di “stazionamento” e attesa, in spazio dinamico. Gli hotel stanno, infatti, cercando di incoraggiare i clienti a trascorrere più tempo nella lobby, offrendo un ventaglio di possibilità per lavorare, svagarsi e informarsi. Il concetto di Hilton per il brand Home2 Suite prevede un genere di lobby “aperta” chiamata Oasis che prevede, tra i vari dispositivi tecnologici, un televisore 52 pollici, un tavolo di lavoro con prese usb. Un altro esempio è l’ultra-moderno ACE di Manhattan nella cui lobby gli ospiti sono costantemente dotati e concentrati su laptop e tablet, mentre all’Andaz Fifth Avenue c’è una vera e propria “stazione” di ricarica, ricambio batterie per i dispositivi e eventuali iPhone in prestito.
Altre strutture offrono il concierge digitale, tramite cui si possono cercare locali, stampare carte d’imbarco e accedere alle informazioni riguardanti i servizi dell’hotel.

Trend 5. Free wi-fi


Un trend molto diffuso: sempre più hotel stanno integrando il servizio wi-fi, ritenuto indispensabile soprattutto fra i giovani. Secondo il sondaggio SmartBrief, inoltre, l’85% degli intervistati ha risposto che la connessione wireless dovrebbe essere veloce e soprattutto gratuita.

Trend 6. L’ufficio lontano dall’ufficio
Sempre più hotel stanno puntando sulla creazione di spazi riservati al business per i viaggiatori d’affari, ma anche per i residenti. Il nuovo programma di Marriott, ad esempio, permette agli ospiti business di prenotare la sala riunione proprio come avviene per la camera; mentre per meeting ed eventi la catena offre nuovi spazi, completi di dispositivi tecnologici audiovisivi e wi-fi.

Trend 7. Social media
Gli hotel lo sanno: devono essere presenti sui vari social network. Non a caso le strutture si sono affrettate ad avere un account Facebook e Twitter, ma in realtà, oggi, ci sono nuovi siti ampiamente utilizzati dagli utenti, soprattutto giovani: Pinterest e Instagram, ne sono un esempio lampante. Questi ultimi sono molto efficaci poiché si basano sulla condivisione di immagini, diventando mezzi estremamente espressivi e diretti, ottimi strumenti di marketing che alcuni hotel hanno già iniziato a sfruttare.
Quando il W di New York ha debuttato con la sua nuova suite Extreme WOW, la scorsa primavera, ha organizzato un party blogger creando un hashtag #extremewow e condividendo foto, video di performance di artisti verificatesi durante l’evento.

Trend 8. Il lusso della tecnologia
Alcune tecnologie sono diventate un vero e proprio lusso. Gli hotel, soprattutto di fascia alta, stanno scoprendo che la tecnologia può diventare un comfort a 5 stelle: televisori incorporati allo specchio del bagno, in formati che vanno dai 15 ai 55 cm; ne sono esempio concreto quelli del Mandarin Oriental a Las Vegas, il Ritz-Carlton di Los Angeles, il Four Season di Londra. L’Hard Rock invece offre, tramite un codice fornito al check-in, il download di tracce musicali in modo da creare personali playlist, oppure la possibilità di accedere a lezioni di chitarra personalizzate direttamente dalla tv della camera.

Trend 9. Spazi per gli eventi sempre più high-tech
Strumenti tecnologici sempre più sofisticati, con applicazioni ad hoc per migliorare i collegamenti tra i partecipanti, anche in video-conferenza.
Nuova versione per l’app mobile di Marriott che permette di collegarsi direttamente con lo staff dell’hotel in modo da risolvere in tempo reale eventuali disservizi o esigenze, come la regolazione della temperatura, delle luci o richiedere dei caffè. Lo Sharaton di Times Square e il W di Chicago offrono sale con tariffe orarie in cui i partecipanti alla riunione sembrano esser seduti allo stesso tavolo, anche se non sono presenti, questo grazie a dei sensori sonori e delle telecamere che simulano incontri vis à vis.

Trend 10. Il digitale sostituisce la carta stampata
Sempre più spesso la carta stampata viene sostituita dai supporti digitali: nei Marriott l’ampio display LCD touch-screen nella hall invita gli ospiti a reperire le informazioni e a interagire. E ancora, digitali sono la segnaletica direzionale, le indicazioni sulle sale meeting, i menu del ristorante. Avere le informazioni digitalizzate permette un aggiornamento costante, rapido e agevole, nonché tramite la connessione con più dispositivi, permette il dialogo e l’aggiornamento tra i vari reparti.
Sono sempre di più gli ospiti che si aspettano in hotel schermi touch, chioschi interattivi, dispositivi mobili, senza contare che adottando sistemi di informazione e interazione visiva si aumenta l’efficacia comunicativa.

Conclusioni
La tecnologia in albergo non è più un servizio accessorio, ma diventa indispensabile: non è certo un segreto che le strutture, offrendo di più in termini di innovazione tecnologica, possono godere di un ampio vantaggio competitivo.

Liberamente tratto dal dossier “10 hospitality technology trends” di SmartBrief Media Services e The Wall Street Journal.

 

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Eco Hotel: l'ospitalità sempre più sostenibile

La chiave del successo nel turismo del futuro? La sostenibilità. Lo dicono i dati, e le lo confermano le ricerche sui viaggiatori che cercano sempre più hotel green. Ce lo chiede anche il Pianeta: la sostenibilità è diventata un obbligo. Scopriamo 20 azioni da intraprendere subito per innovare la tua ricettività turistica in modo eco-friendly.
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Gli ultimi trend del turismo lo confermano: sempre più viaggiatori sceglieranno un viaggio eco-sostenibile, e già due terzi dei turisti preferiscono prenotare un hotel green. D’altra parte la sostenibilità è diventata un obbligo: ciascuno di noi è chiamato a fare qualcosa per ridurre le emissioni di gas serra e fermare il climate change in atto. Quali sono le scelte giuste per puntare sulla sostenibilità e innovare il tuo albergo o bed & breakfast in chiave eco-friendly?

Come diventare un hotel green? Ecco le 20 azioni da intraprendere subito per rendere la tua struttura ricerriva più rispettosa dell’ambiente, dei luoghi e delle comunità locali. Grazie ai calcoli di HowManyTrees, possiamo anche dirvi quanto è vicente ciascuna azione per l’ambiente, in termini di CO2 risparmiata e di alberi salvati. Scopriamolo insieme!

1. Preferisci cibo biologico

Colazione biologica

Un semplice modo per fare un passo in più verso l’eco-sostenibilità è evitare l’utilizzo di prodotti OGM. Nel vostro menù, invece, potete invece privilegiare cibi biologici, etichettati con certificazioni riconosciute, meglio ancora se a km 0 o provenienti dal commercio equosolidale. Scegliendo prodotti biologici vi sarà così possibile risparmiare 952 g di C02 per ogni ospite, l’equivalente di 35 alberi piantati!

2. Fai la spesa a Km zero

 

cibo a km zero per il tuo hotel green

Ti sei mai chiesto quanta strada percorre il cibo che acquisti per il tuo albergo o per le colazioni del tuo BnB? Il trasporto dei prodotti ha un grosso impatto economico e ambientale. Preferendo acquisti a km zero, oltre a sostenere le economie locali, si evitano i costi e soprattutto le emissioni di CO2 legate ai viaggi. Se fino ad alcuni decenni fa gli alimenti percorrevano solo brevi tragitti, oggi attraversano oceani e continenti con impatti ambientali enormi. Solo per fare un esempio: un chilogrammo di kiwi che arriva dalla Nuova Zelanda percorre circa 18 mila chilometri ed emette circa 25 kg di CO2. Per il tuo hotel green puoi scegliere di fare la spesa dai contadini del tuo territorio, utilizzare gruppi di acquisto solidale, andare nei farmers market, o rifornirti direttamente dal tuo orto. I tuoi ospiti apprezzeranno la freschezza e la qualità dei prodotti!

3. Scegli prodotti per la pulizia ecologici

Saponi fatti in casa

Hai idea di quale sia l’impatto ambientale dei detersivi che si utilizzano ogni giorno? Diversi report elencano nomi e cognomi delle sostanze più pericolose, non solo per l’ambiente, ma anche per la nostra salute. Se volete qualificarvi come hotel green, un passo da fare è sicuramente quello di eliminare tutti i detergenti chimici, in favore di prodotti ecologici e biodegradabili. Sia i detersivi che usate per lavare biancherie, pavimenti o mobili, sia i saponi a disposizione degli ospiti dovrebbero essere a base naturale e altamente ecocompatibili. Questa piccola accortezza riesce a farvi risparmiare 35 g sulle emissioni di CO2 per ogni ospite al giorno, l’equivalente di un albero salvato!

4. Installa lampadine a basso consumo

Foto di Patrick Schneider, via Unsplash

 

Sicuramente ci avrai già pensato: ridurre i consumi di energia elettrica del tuo bed & breakfast e hotel green è una buona mossa sia per l’ambiente che per il tuo business. Le lampadine in classe A, o ancora meglio le lampade a LED, ti consentono di ridurre il consumo energetico dell’80% rispetto a lampadine tradizionali. Non solo riduci le spese, ma risparmi CO2: circa 222 g di CO2 per ogni ospite, ovvero 8 alberi salvati.

5. Fai la raccolta differenziata

Raccolta differenziata nell'hotel green Rainer di Racines

Raccolta differenziata in una camera dell’hotel Rainer, nella perla alpina di Racines, Alto Adige, foto di S. Ombellini

In molte realtà è diventata ormai una pratica quotidiana scontata, ma la differenziazione dei rifiuti è importantissima. Nel tuo hotel green dovresti mettete a disposizione degli ospiti dei contenitori per differenziare i rifiuti anche in camera. Se ne avete la possibilità, potete compostare i rifiuti organici e adottare altre buone azioni per ridurre al minimo i rifiuti residui. In questo modo puoi risparmiare fino a 788 g di CO2 per ospite, l’equivalente di 29 alberi piantati.

6. Promuovi la mobilità sostenibile

treno, mobilità sostenibile

 

trasporti incidono in modo molto importante sull’impatto ambientale dei viaggi. Per questo promuovere una mobilità sostenibile è così importante anche per chi ospita. I tradizionali mezzi pubblici come treni e autobus, o i sistemi più innovativi come il carpooling sono delle efficaci misure per ridurre le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera. L’hotel green dovrebbe agevolare il viaggio sostenibile dei loro ospiti. Ad esempio, indicando gli orari dei mezzi pubblici, o mettendo a disposizione un servizio di transfert gratuito alla stazione dei treni o del bus più vicina.

7. Offri un servizio di noleggio biciclette

Bike sharing e biciclette

 

Un’ottima soluzione per permettere ai vostri ospiti di scoprire i dintorni in maniera eco-sostenibile è la bici. Oltre ad essere un incentivo per lasciare spenta l’automobile durante la vacanza, la bicicletta offre numerosi vantaggi e permette ai vostri ospiti di sperimentare tutti i benefici di una vacanza attiva su due ruote. Alcuni hotel green mettono persino a disposizione gratuitamente le biciclette per il loro ospiti: un servizio molto apprezzato da chi viaggia, addirittura più del centro benssere!

8. Metti a disposizione la ricarica per le auto elettriche

Ricarica per auto elettriche all'hotel green Rainer, Alto Adige

 

Il futuro si muove in auto elettrica: cresce il numero delle automobili elettriche e ibride, specialmente nei paesi nord-europei (in Norvegia il 50% delle auto sono già elettriche!). Perché non offrire ai tuoi ospiti attenti all’ambiente la possibilità di ricaricare la loro auto elettrica? Riceverai molte più visite, oltre a incentivare la salvaguardia dell’ecosistema.

9. Scegli energia al 100% da fonti rinnovabili

Pannelli fotovoltaici per il tuo hotel green

 

Cercate di utilizzare energia elettrica proveniente da fonti 100% rinnovabili(sole, vento, acqua…). Se non riuscite a produrla in loco, ad esempio tramite pannelli fotovoltaici, potrete acquistare l’elettricità che vi serve da fornitori di energia pulita. In Italia ci sono già aziende che hanno riconosciuto il valore economico e ambientale dell’energia pulita e hanno deciso di investire nella salvaguardia dell’ambiente, come Trenta S.p.A. del Gruppo Dolomiti Energia. Considerando l’energia elettrica consumata mediamente, se si utilizza energia rinnovabile si possono risparmiare 1581g di CO2 per ogni ospite del tuo hotel green, l’equivalente di 58 alberi salvati!

10. Utilizza pannelli solari per l’acqua calda

bagno con acqua calda riscaldata da pannelli solari nel tuo hotel green

 

Perché pagare l’acqua calda quando il calore del sole è gratuito? L’utilizzo di pannelli solari per riscaldare l’acqua del tuo hotel green è una scelta ecologica che permette di sfruttare il calore del sole, risparmiando 968 g di CO2 per ogni ospite, che equivalgono a ben 35 alberi salvati. L’acqua calda ottenuta può essere utilizzata anche per il riscaldamento a pavimento delle stanze del tuo albergo o bed & breakfast.

11. Elimina i monodose

Vasetti di yogurt in vetro per eliminare i monodose nel tuo hotel green

 

La plastica è uno dei principali problemi del nostro tempo: ricerche allarmanti ci dicono che andando avanti di questo passo nei mari e negli oceani avremo presto più plastica che pesci. Dire addio ai monodose è un passo fondamentale per qualsiasi hotel green. Elimina le confezioni monouso di miele, marmellata, zucchero, cereali, yogurt, ecc. nelle colazioni, e sostituiscile con contenitori in vetro e distributori. Scegli contenitori riutilizzabili, vuoti a rendere e prodotti sfusi e non confezionati, evitando così un’inutile produzione di rifiuti. Anche nei bagni preferite i dispenser ai monod

se. E’ una scelta eco-sostenibile che hanno adottato anche gli hotel green di lusso.

12. Proponi menù vegetariani o vegani

Menù vegetariano e vegano nel tuo hotel green

 

Hai mai pensato a quanto è importante l’impatto della carne sull’ambiente? L’allevamento industriale causa danni enormi agli ecosistemi: deforestazione, perdita di biodiversità, consumo e spreco di acqua, inquinamento… Il sistema di produzione di alimenti derivanti dal mondo animale è diventato insostenibile: le risorse sfruttate da tutto il sistema delle industrie della carne sono troppe, specie se confrontate con quelle richieste da quelle del settore agricolo. Un hotel green deve agevolare i visitatori che hanno scelto uno stile alimentare più sostenibilee, perché no, incuriosire e invitare alla prova quelli ancora un po’ scettici.

13. Installa riduttori di flusso per l’acqua

Riduttori di flusso per l’acqua nel tuo hotel green o bnb eco-friendly

 

Un modo semplice ed efficace di evitare uno spreco inutile ed eccessivo di acqua, risorsa sempre più preziosa e rara, installate riduttori di flusso su tutti i rubinetti della vostra struttura. Miscelando il getto d’acqua con aria, i vostri ospiti non si accorgeranno della differenza, ma voi riuscirete a risparmiare fino a 26 g di emissioni di CO2, come piantare un albero al giorno.

14. Chiedi ai tuoi ospiti di contribuire a ridurre gli sprechi

Esempio di comunicazione per chiedere ai tuoi ospiti di contribuire a ridurre gli sprechi

Comunicazione agli ospiti nell’hotel green Rainer, Alto Adige, foto di S. Ombellini

Spegnere le luci quando non si è in stanza, chiudere il rubinetto dell’acqua quando non serve, lavare asciugamani e lenzuola solo quando è necessario,… Questi e altri piccoli accorgimenti anche da parte degli ospiti possono fare una grande differenza, sia per quanto riguarda la salvaguardia dell’ambiente che per i consumi del tuo hotel. Invita i tuoi ospiti ad agire in modo più sostenibile sia in vacanza che nella quotidianità.

15. Raccogli e riusa l’acqua piovana

Raccolta dell'acqua piovana per innaffiare l'orto del tuo hotel green

 

Lo spreco della risorsa idrica è uno dei problemi più gravi del pianeta, ma ognuno di noi può iniziare ad adottare una serie di comportamenti per cercare di risparmiarne il più possibile. Ci sono molti piccoli ma efficaci metodi per ridurre lo spreco di acqua. Nel tuo hotel green, ad esempio, potresti puntare sulla raccolta e il riutilizzo delle acqua piovane. Grazie a dei semplici trattamenti di purificazione le puoi reimpiegare per l’irrigazione degli orti e dei giardini o per gli sciacquoni dei bagni.

16. Attenzione agli elettrodomestici

Elettrodomestici in classe A per ridurre gli sprechi del tuo hotel eco-friendly

 

L’uso razionale dell’elettricità del tuo albergo o B&B evitando gli sprechi non solo contribuisce a salvaguardare l’ambiente, ma permette di risparmiare anche denaro. Per diminuire il consumo di energia occorre prestare attenzione già nella fase di acquisto degli elettrodomestici, privilegiando quelli a basso consumo. Nel tuo hotel green gli apparecchi elettrici (frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavastoviglie, televisori, ecc.) devono essere di Classe A, indicazione che puoi reperire facilmente sul manuale di istruzioni o sulle certificazioni dell’UE.

17. Utilizza carta riciclata

Carta riciclata per ridurre gli sprechi del tuo hotel green

 

Per essere una struttura ricettiva sostenibile che fa parte del network di Ecobnb, il tuo alloggio deve cercare di ridurre i consumi di energia e acqua. Un modo per farlo è utilizzare carta riciclata (carta igienica, carta da stampa, carta per materiale pubblicitario). La carta riciclata è prodotta con carta usata o cartoni ed è quindi rispettosa dell’ambiente. Consente infatti di risparmiare le riserve di legname e, rispetto alla produzione di carta tradizionale, si avvale di due terzi in meno di energia e acqua.

18. Preferisci prodotti equo solidali

Prodotti equo solidali per il tuo hotel green

 

Essere una struttura eco-sostenibile non vuol dire solo rispettare l’ambiente, ma anche supportare la giustizia sociale, economica e commerciale. Nel tuo alloggio devi privilegiare l’acquisto di prodotti del commercio equo e solidale: i tuoi ospiti li apprezzeranno per la loro bontà e tu saprai di aver aiutato lo sviluppo di forme di economie giuste e rispettose delle comunità produttrici.

19. Scegli arredi eco-compatibili

Dettaglio del comodino costruito con pallets, bed & breakfast ecosostenibile Ven Sì, Torino

Comodino costruito con pallets, BnB Vensì, Torino

Il tuo alloggio verde dovrebbe essere arredato in maniera sostenibile, meglio ancora se con pezzi unici costruiti da artigiani locali utilizzando materiali del territorio. Gli elementi di interior design degli Ecobnb non contengono sostanze nocive e sono costruiti per durare, in modo stabile, sicuro e facilmente riparabile. Se sono in legno, esso proviene da silvicoltura sostenibile e riciclabile. Per aggiungere un tocco unico e creativo, alcuni alberghi eco-friendly hanno adottato forme di recycling creativo.

20. Comunica le tue scelte green agli ospiti

Comunica le tue scelte green agli ospiti

Infine, ma non per importanza, per avere un hotel green è indispensabile credere davvero nella sostenibilità. Il green per te non deve essere una moda ma uno stile di vita. In questo modo ti sarà più semplice comnicarlo agli ospiti, sia a parole che negli ambienti dell’albergo, nei gesti e le piccole azioni quotidiane. Lascia sempre un biglietto, magari creato da te, con alcuni consigli utili per salvaguardare l’ambiente e ricordando come i piccoli gesti di ognuno di noi possano avere un grande effetto sull’intero ecosistema.

Le misure da prendere in considerazione per camminare verso la sostenibilità alla fin fine sono semplici e alla portata di ogni struttura ricettiva.

 

2. Fai la spesa a Km zero

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Strategie per aumentare le vendite camere hotel

Strategie per aumentare le vendite camere hotel

Dare ai tuoi clienti una sistemazione confortevole e la possibilità di staccare completamente la spina è il tuo compito più importante in quanto operatore o manager alberghiero ma, in fin dei conti, stai pur sempre gestendo un’attività commerciale.
Perché i gestori di un hotel dovrebbero concentrarsi sull’aumentare le vendite delle camere del proprio albergo?
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Ciò che devi fare se vuoi far crescere la tua attività è vendere camere. Le strategie di vendita delle camere a cui ricorri per il tuo hotel dovrebbero rispecchiare sia l’impegno che metti nel fornire ai tuoi clienti un’esperienza indimenticabile, che quello dedicato a vendere quante più camere possibile in un dato momento. Che si tratti di alta o di bassa stagione, il tuo obiettivo sarà sviluppare tecniche di vendita che ti permettano di aumentare il livello di occupazione del tuo hotel.

Perché i gestori di un hotel dovrebbero concentrarsi sull’aumentare le vendite delle camere del proprio albergo?

Il peggior incubo di un albergatore è camminare lungo i corridoi di un hotel vuoto. Quel triste silenzio non rappresenta solo un momento di stallo del mercato, ma anche una strategia commerciale fallimentare. Per evitare di ritrovarsi in questa situazione, in qualunque momento dell’anno (anche nella bassa stagione), gli operatori alberghieri hanno bisogno di ricorrere a strategie di vendita che migliorino la performance della propria attività e attirino più clienti, in modo costante.

La prima ragione, e anche la più ovvia, per impegnarsi a vendere più camere è perché questo genera profitto. Con maggiori entrate a disposizione infatti, gli operatori e i gestori alberghieri possono sia fornire ai clienti quell’esperienza esclusiva che desiderano, che investire nella propria attività. Infatti, prima di potersi dilettare in pacchetti originali, escursioni extra e upgrade di lusso, un operatore alberghiero deve essere in grado di vendere le sue camere.

Un altro motivo per dare priorità alle tecniche di vendita delle camere è quello di offrire agli ospiti l’atmosfera che si aspettano. Un hotel vuoto o quasi vuoto può apparire deprimente e angosciante agli occhi di chi vi soggiorna. Se sai come vendere il maggior numero di camere possibile, l’atmosfera che i tuoi clienti respireranno sarà quella di una struttura vibrante e richiesta.

Strategie fondamentali per vendere le camere d’albergo

Per avere successo, la strategia di vendita di un hotel deve tenere in considerazione sia il mercato target che le peculiarità della propria destinazione. In definitiva, spetta all’operatore o al manager alberghiero creare una strategia di vendita personalizzata, finalizzata ad aumentare il più possibile le vendite presso la propria struttura. Tuttavia, ci sono alcune strategie di vendita davvero efficaci, che vale la pena considerare:

Strategia di vendita alberghiera: Prenotazioni dirette

Con questa strategia, la priorità è quella di ricevere quante più prenotazioni online dirette possibile. Le prenotazioni dirette sono quelle migliori per gli albergatori, poiché sono quelle più redditizie. Infatti, quando un cliente prenota direttamente sul sito dell’hotel, non ci sono commissioni da pagare ad agenti o a partner di distribuzione.

Per implementare una strategia di prenotazione diretta, i gestori alberghieri dovrebbero investire in un sistema di prenotazione online che sia in grado di sincronizzarsi perfettamente con il sito web e con il sistema di gestione della proprietà che l’hotel ha già in uso. Inoltre, per aumentare le prenotazioni dirette, è fondamentale avere una strategia forte sui social media.

Strategia di vendita alberghiera: Marketing di destinazione

Questo tipo di strategia prevede che l’operatore alberghiero collabori con altri professionisti del turismo nella propria destinazione, per promuovere la regione nel suo insieme. Attraverso una campagna di marketing della destinazione, le imprese locali tendono ad allearsi per colpire i mercati di turismo inbound più floridi e aumentare in generale il traffico nell’area.

Strategia di vendita alberghiera: Promozioni cross marketing

Con questa strategia, i gestori degli hotel devono identificare e valutare diversi eventi di richiamo che avranno luogo nelle vicinanze durante l’anno. Successivamente, devono creare una promozione in concomitanza dell’evento in questione per ricevere un numero di prenotazioni che, diversamente, non avrebbero ottenuto. Conferenze di settore, concerti o eventi sportivi importanti sono tutti esempi di opportunità ideali per creare vendite promozionali trasversali.

Strategia di vendita alberghiera: Premi ai clienti

Molti viaggiatori oggi, e soprattutto il consistente gruppo costituito dai millennials, apprezza l’opportunità di ricevere premi come risultato del ricorso a determinate compagnie. Gli hotel in particolare hanno un grande successo con i programmi a premi. In una strategia di vendita basata sui premi agli ospiti, il gestore o l’operatore dovrebbe elaborare un sistema di ricompense per coloro che effettuano soggiorno frequenti, che acquistano servizi extra e che fanno passaparola con amici e familiari. Un strategia di vendite basata su premi e ricompense spesso fa conquistare clienti regolari, il che si rivela particolarmente redditizio per gli operatori alberghieri.

Strategia di vendita alberghiera: Revenue Management

Questo tipo di strategia di vendita mira a massimizzare il numero delle camere prenotate durante qualsiasi momento dell’anno, indipendentemente dal traffico turistico standard di un dato periodo. Generalmente, una strategia basata sul revenue management richiede che gli albergatori abbassino le tariffe durante la bassa stagione, per incoraggiare le prenotazioni, e che le alzino nei periodi in cui la domanda è elevata. In quest’ultimo scenario infatti, i clienti sono disposti a pagare un prezzo più alto per garantirsi una camera, per cui vale la pena aumentare le tariffe, e di conseguenza i ricavi percamera disponibile.

La tua strategia di distribuzione e come questa influisce sulla tua abilità nel vendere le camere

Se vuoi che la tua strategia di vendita abbia successo devi avere una strategia di distribuzione efficace. Gli operatori alberghieri devono collaborare con i professionisti di settore, così come con gli agenti, per vendere le loro camere al maggior numero di clienti possibile, in diversi segmenti di mercato. Gli agenti tradizionali da includere in ogni strategia di distribuzione sono i dettaglianti, i centri di informazione ai visitatori, le imprese locali, le agenzie di viaggio online e le organizzazioni che si occupano di promozione della destinazione. Per gli albergatori è fondamentale essere consapevoli che la loro rete di distribuzione è un’entità fluida, in continua trasformazione ed evoluzione. Per questo motivo, essi dovrebbero essere alla costante ricerca di modi nuovi e innovativi di raggiungere nuovi agenti e distributori.

Oltre a sviluppare ed espandere una rete di distribuzione diversificata, gli operatori alberghieri devono essere in grado di distribuire le proprie camere a tutti i loro agenti efficacemente e in tempo reale. L’unico modo per farlo è collaborare con un channel manager  in grado di connettersi al sistema di gestione della proprietà in uso nella struttura. Con un channel manager, gli operatori alberghieri possono fornire la loro disponibilità in tempo reale a tutti i loro agenti, indipendentemente dalla loro ubicazione e fuso orario. Questo permette di vendere quante più camere possibile e di assicurarsi quelle preziose prenotazioni last-minute.

Inoltre, il ricorso a un channel manager riduce in maniera significativa il rischio di andare in overbooking, soprattutto durante l’alta stagione. Per tutti questi motivi, un channel manager è necessario per la buona esecuzione di qualunque strategia di vendita che un manager desideri implementare nella propria struttura.

  

 

Le conseguenze dell’aumento delle vendite delle camere sulla tua attività

Quando vendi le camere del tuo hotel, ciò che fai va oltre l’accogliere un cliente in più nella tua struttura. Infatti, ottieni l’opportunità di migliorare la tua attività nel suo insieme.

Ecco alcuni dei benefici che derivano dal mettere in atto strategie di vendita delle camere finalizzate all’aumento delle vendite:

  • Genererai più entrate, costantemente, durante tutto l’anno. Una strategia di vendite efficace per il tuo hotel ti permetterà di guadagnare il più possibile, indipendentemente dagli alti e bassi stagionali dell’industria turistica.

  • Potrai apportare miglioramenti alla tua struttura. Con maggiori entrate dalle tue prenotazioni potrai investire in migliorie che genereranno interesse per il tuo brand, dando il via a un circolo virtuoso che ti farà vendere ancora più camere.

  • Sarai in grado di andare oltre alle strategie di vendita standard e inizierai a creare pacchetti che aumentino i guadagni che generi per cliente. Una volta che le tue vendite saranno in crescita costante, potrai iniziare ad ampliare la tua offerta. Pacchetti per coppie, pacchetti avventura e upgrade di lusso non solo ti faranno vendere più camere ma aumenteranno anche i tuoi guadagni per prenotazione.

Usando la tecnologia giusta potrai implementare in maniera facile ed efficace le tue strategie di vendita per le camere del tuo hotel. Per maggiori informazioni su SiteMinder, e per verificare se è la soluzione giusta per la tua struttura alberghiera.

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IDEE PER FAR CONTENTI I CLIENTI IN HOTEL

IDEE PER FAR CONTENTI I CLIENTI IN HOTEL

Sappiamo davvero che cosa ci piacerà in futuro? E sappiamo davvero che cosa ci è piaciuto in passato? Quando applicate…
Ti aiuteremo a sfruttare il potenziale dei ricavi del tuo Hotel nella distribuzione delle tariffe on line, grazie ai nostri epsrti di revenue Management
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Sappiamo davvero che cosa ci piacerà in futuro? E sappiamo davvero che cosa ci è piaciuto in passato? Quando applicate ai gusti e alle preferenze dei consumatori, è evidente come conoscere la risposta a queste domande sia fondamentale per soddisfare il cliente in hotel o al ristorante.

Se è naturale rispondere negativamente alla prima domanda, anche alla luce di ciò che abbiamo analizzato in questi mesi relativamente ai bias cognitivi nella formazione di valutazioni e giudizi, è forse più sorprendente scoprire come la letteratura scientifica abbiamo mostrato una discrepanza sistematica fra la valutazione di un’esperienza mentre questa accade (la cosiddetta utilità momentanea) e il suo ricordo (la cosiddetta utilità retrospettiva). Poiché la “fedeltà” all’impresa, le recensioni online, il passaparola ad amici e conoscenti si fondano tutti sul ricordo che l’impresa lascia al cliente, l’importanza di comprendere le determinanti dell’utilità retrospettiva non può essere sottostimata.

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Ciò che davvero conta? Il ricordo dell’esperienza

In linea con la letteratura scientifica, la nostra attenzione è posta su quelle esperienze che si protraggono nel corso di un tempo definito, e che quindi possono essere concepite come una sequenza di istanti o eventi. Le emozioni associate a tali eventi possono essere negative o positive, e di diversità intensità.

Un principio comunemente proposto, e apparentemente molto ragionevole, per trasformare la valutazione della sequenza degli eventi nella valutazione dell’esperienza è il principio di integrazione temporalesecondo cui l’utilità di un’esperienza sarebbe data dalla somma dei “valori edonici” dei singoli episodi.

In una serie di articoli, Daniel Kahneman e i suoi collaboratori hanno mostrato però che spesso l’utilità retrospettiva non nasca dall’applicazione di questo principio. In uno dei primi studi sul tema, particolarmente celebre, ad un gruppo di volontari fu chiesto di sottoporsi a due esperienze (moderatamente) dolorose:

  1. Nella prima esperienza, agli individui era chiesto di immergere la mano in acqua a 14° per 60 secondi.
  2. Nella seconda esperienza, agli stessi individui era chiesto di immergere l’altro mano per 90 secondi, a 14° per 60 secondi (come nel primo caso), e ad una temperatura gradualmente in aumento fino a 15° per i rimanenti 30.

Alla richiesta di scegliere quale esperienza replicare in un terzo round dell’esperimento (quindi l’esperienza meno sgradita), la maggior parte degli individui ha indicato la seconda. Questa preferenza contraddice il principio di integrazione temporale, perché la seconda esperienza coincide con la prima per i primi 60 secondi, a cui si aggiunto 30 secondi di ulteriori di un’esperienza sgradevole, seppure meno intensa.

3 cose che devi sapere per soddisfare il cliente in hotel o al ristorante

Anche sulla base di ulteriori esperimenti con altri di esperienze (positive e negative), sono stati proposte due regole euristiche in grado di rappresentazioni la valutazione di esperienze complesse:

  • La prima è nota come regola del picco e della fine, ovvero le valutazioni complessivi dipendono in modo prevalente dall’evento a cui è associata la sensazione (positiva o negativa) più intensa e dagli eventi che accadono al termine dell’esperienza.
  • La seconda è detta indifferenza o insensibilità alla durata, ovvero la durata dell’esperienza di per sè non sembra avere un impatto significativo sulla valutazione dell’esperienza.

Come soddisfare il cliente in hotel e nel Pubblico Esercizio

L’esperienza di un cliente in un hotel o in un ristorante rientra pienamente nel tipo di esperienze che la letteratura ha analizzato, ovvero si tratta di esperienze che in un tempo più o meno lungo vede realizzarsi una sequenza di eventi positivi o negativi, molti dei quali (ma non tutti), sono sotto il controllo dell’impresa. Che fare dunque per soddisfare il cliente in hotel o chi mette piede nel locale?

  1. In primo luogo, è fondamentale che nell’esperienza il cliente sia in grado di vivere eventi (positivi) particolarmente intensi, ovvero autenticamente “memorabili”. Soddisfare il cliente in hotel o al ristorante è proprio questo. Detto in altri termini, molti momenti abbastanzapiacevoli possono non compensare l’assenza di un momento davvero entusiasmante.
  2. In secondo luogo, per quanto sia vero che “la prima impressione è quella conta”, particolare attenzione dovrebbe essere rivolta a ciò che accade nella parte conclusiva dell’esperienzadel consumatore:
  • nel caso degli hotel, un piccolo regalo o una particolare attenzione al momento del check-out possono fare la differenza (abbiamo già parlato di come farsi ricordare dal cliente);
  • nel caso di un ristorante, un’offerta di dolci non all’altezza può rovinare una cena altrimenti apprezzata. Se avete un locale vi consiglio di leggere questi consigli su  valorizzare sia i dessert che la carta caffè e aumentare le vendite di referenze dolci.

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La  colazione di successo in un hotel

La colazione di successo in un hotel

Una colazione di successo

Alcuni aspetti da non sottovalutare per servire una prima colazione di successo in un hotel
Spesso gli albergatori o gestori di b&b si sentono sicuri di aver costruito il menù perfetto per una clazione di successo in un hotel ,trlasciando aspetti fondamenteli
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La colazione in hotel è uno dei servizi più importanti (e recensiti online) per chi soggiorna. Di solito è inclusa nel prezzo della camera e può facilmente diventare un punto strategico per soddisfazione o meno la clientela. Anche se una ricca prima colazione non è nella vostra routine quotidiana – parlo a voi clienti – ogni volta che ci si trova in hotel, sia per affari o per piacere, il momento della colazione è quello più atteso: perché vada come vada non sarà mai uguale a quella casalinga.

Quali sono i punti chiave su cui l’albergatore dovrebbe prestare attenzione e che possono rendere la prima colazione di successo e così aumentare, di conseguenza, le recensioni positive?

1. Utilizzare le etichette
Un errore molto comune in una colazione a buffet in hotel è la mancanza di etichette. Anche se gli albergatori o gestori del b&b si sentono sicuri di aver costruito il menù perfetto per la prima colazione, spesso non riescono a informare adeguatamente gli ospiti su ciò che propongono in ogni piatto. Dunque, non dimenticate di spiegare, per ogni piatto sul buffet di cosa si tratta, chi l’ha realizzato, l’origine dei prodotti utilizzati.

Per avere una colazione perfetta in hotel è fondamentale l'uso delle etichette

2. Guida i tuoi ospiti
Molti albergatori sono davvero orgogliosi della grande varietà che offrono durante la loro prima colazione. Ma questo può essere un vero problema per gli ospiti che hanno difficoltà a decidere cosa scegliere e in che modo muoversi nella sala buffet. In questo caso è fondamentale lavorare duro sulla struttura generale della salaguidando e aiutando i clienti a scegliere le cose giuste che li farà gustare la colazione nel miglior modo possibile. Un’idea originale può essere la stampa di menù speciali che propongono abbinamenti tra piatti e bevande: assicurati di coprire il maggior numero di profili degli ospiti, senza dimenticare di includere alcune opzioni, come, per esempio, ‘senza glutine’ ‘leggero’, ‘sano’!

Grazie ai nodtri corsi di food & beverage , migliorerai le reddititvità del tuo ristorante

3. Presentare la cucina locale attraverso la vostra “colazione tradizionale”
Quando si visita una nuova destinazione, una cosa è certa: i viaggiatori vogliono sperimentare. Anche se una colazione continentale standard è il modo più semplice e più sicuro di andare incontro alla maggior parte dei desideri degli ospiti, le ricette della tradizione locale sono sempre ben accolte e molte volte diventano dei veri e propri ‘best seller’ della prima colazione a buffet. Un’idea carina può essere il “Local Breakfast Corner”, dove si riuniranno tutti i prodotti e ricette locali offerti ai vostri ospiti, dando loro un valore aggiunto.

4. Poche calorie, tanto gusto
Trascorrere molti giorni in un hotel può garantire alcuni chili in più per i vostri ospiti, soprattutto se quello che stai offrendo a colazione è molto abbondante. Investire nella creazione di una selezione di piatti con poche calorie permetterà ai clienti di prendersi una pausa dalle “uova e pancetta” quotidiane. Semplicemente si può chiedere allo chef di creare il “piatto fit del giorno”, con una selezione di prodotti a basso contenuto di grassi senza rinunciare al gusto.

5. Creare l’ “ambience” giusto
Spesso succede che la colazione venga offerta nella stessa sala dove si pranza e si cena. Per questo motivo è fondamentale un’atmosfera distinta per aiutare gli ospiti a iniziare la giornata nel miglior modo possibile. Non solo. Faranno la differenza la musica giusta, il colore del tovagliato, i fiori freschi e il “buongiorno” sentito del cameriere. Un suggerimento sarebbe quello di selezionare uniformi speciali per il personale della prima colazione, dando un carattere unico a tutto l’ambiente. Le persone sono la parte più importante della scelta di un hotel e sono il canale migliore per creare l’atmosfera che serve.

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Quanto contano le parole chiavi per la strategia del tuo hotel?

Quanto contano le parole chiavi per la strategia del tuo hotel?

Negli ultimi anni, i professionisti del marketing online hanno discusso a proposito dell’utilità delle parole chiave in una strategia di posizionamento nei motori di ricerca. Per cogliere il succo del discorso, occorre fare qualche passo indietro e scandagliare la storia della SEO (Search Engine Optimization).
Quando si crea una pagina web, bisogna tener conto delle giuste parole chiavi, qunato contano sulla strategia del marketin di uno Hotle
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Tag meta keywords

Nella prima metà degli anni Novanta, i motori di ricerca non erano abbastanza evoluti per poter interpretare tutti i segnali oggi considerati da Google e soci – backlink, anchor text, contesto della pagina, per esempio. La maggior parte dei primi motori si fermava alla lettura dei meta tag e a poco altro; in sostanza, bastava compilare pochi frammenti di testo nel codice sorgente delle pagine del tuo sito per assicurarsi un posizionamento soddisfacente. Poi, nel 1998 arrivò Google e tutto cambiò – se vuoi sapere come nacque Google, ti consigliamo di leggere queste poche righe (in inglese). In soldoni, l’innovazione introdotta da Google fu questa: usare i link, ossia i collegamenti ipertestuali che consentono di saltare da una pagina a un’altra, o da un sito all’altro, per determinare la popolarità di una qualunque risorsa pubblicata online.

Il tag meta keywords fu introdotto nel 1995 da alcuni dei motori di ricerca allora più popolari – Infoseek e AltaVista. Compilato insieme al tag title e al meta description, tutti inseriti nel tag head del codice sorgente di una qualunque pagina pubblicata nel Web, il meta keywords era un indicatore importante per aiutare i motori di ricerca a comprendere il contenuto delle pagine online.

Oggi, gli algoritmi che sovrintendono ai risultati restituiti dai motori di ricerca, sono a dir poco complessi – per esempio, Google usa oltre 200 fattori per determinare l’ordine dei risultati nelle sue pagine; gli algoritmi sono protetti da segreto industriale: se il funzionamento di questi software fosse svelato, addio guadagni pubblicitari per Google – e per qualunque altro motore di ricerca. E il meta tag keywords? Si è estinto, com’è giusto che sia – il che vuol dire che se anche lo compili in tutte le pagine del tuo sito, non ti garantirà alcun beneficio per il posizionamento nei motori di ricerca. Per esempio, Google ha abbandonato questo tag già nel 2009 – vedi il video dell’annuncio.

Per quale motivo i motori di ricerca hanno abbandonato questo tag? Il motivo è intuibile: si tratta di un frammento di contenuto facile da manipolare, alla portata di chiunque; cosa ci vuole a infarcirlo di qualche parola chiave, magari nemmeno troppo pertinente rispetto ai contenuti effettivi della pagina cui il tag appartiene?

In questi anni, gli algoritmi hanno conosciuto un’evoluzione notevole; sono stati introdotti software capaci di apprendere e migliorare il loro funzionamento in automatico – l’intelligenza artificiale ha permesso, e consentirà sempre più in futuro, di incrementare sempre più l’efficienza di questi servizi – con tanta pace per chi ancora cerca di scovare il trucco risolutivo per scalare le pagine dei risultati di Google per conquistare la tanto agognata prima posizione. Insomma, se anni fa i più smaliziati riuscivano a “fregare” i motori di ricerca, oggi è sempre più difficile, per non dire impossibile: o giochi secondo le regole di Google o farai sempre più fatica a garantire un buon posizionamento al tuo sito.

L’evoluzione della ricerca online e il ruolo delle parole chiave

Ora che i motori di ricerca sono più “intelligenti” – notare le virgolette, please -, ha ancora senso parlare di parole chiave?

Una strategia SEO tradizionale prevede la scelta di alcune parole chiave non-branded, ossia prive del nome del tuo hotel – per esempio, “hotel 4 stelle roma centro”; queste parole saranno inserite nelle pagine del tuo sito per tentare la scalata dei risultati dei motori di ricerca – abbiamo semplificato il concetto, a uso e consumo dei non addetti ai lavori.

Questo approccio funziona ancora? In parte, sì. Ma è destinato a cambiare. L’evoluzione più recente ha spostato l’attenzione dei motori di ricerca sulla rilevanza dei risultati per gli utenti: questa pagina risponde all’intenzione di ricerca dell’utente? Google punta a risolvere questo quesito, in modo sempre più efficiente. Per quale motivo? Più il motore restituirà risultati pertinenti rispetto all’intenzione di ricerca espressa dai suoi utenti e più gli stessi saranno propensi a usare il suo motore – e a cliccare sui suoi annunci pubblicitari. Tutto questo, si traduce in più fatturato per Google.

Questa evoluzione ha portato novità nel modo in cui gli utenti usano i motori di ricerca. Per esempio:

risultati sempre più personalizzati – Google sa più o meno tutto quel che fai online, quindi ti propone risultati sempre più ritagliati su misura, secondo le tue preferenze e caratteristiche socio-demografiche;

ricerca localizzata su base geografica – decisiva nelle ricerche eseguite da smartphone;

crescita delle ricerche vocali – un futuro che sembra già presente.

Tutte queste innovazioni hanno cambiato l’approccio dei professionisti alle strategie SEO.

Spiacenti, ma la storia non finisce qui. Ce ne sarebbe ancora tanto da scrivere. Per esempio, potremmo parlarti del modo in cui i motori di ricerca, e Google su tutti, abbiano dato sempre più spazio agli annunci pubblicitari nelle loro pagine, a scapito dei risultati non a pagamento. L’effetto? Chi ha più budget da spendere, nel turismo sono le grandi OTA, ha più possibilità di essere presente nei risultati delle ricerche. Gli hotel che puntano a essere presenti su Google con parole chiave competitive, per esempio “hotel 4 stelle roma”, a conti fatti, hanno pochissime possibilità di spuntare una visibilità soddisfacente e remunerativa – ormai, la prima posizione su Google è un miraggio per molte parole chiave

Insistere troppo sulle parole chiave può essere pericoloso

Gli specialisti della SEO si sono concentrati solo – e molti ancora si concentrano troppo – sul fatto di assicurare un buon posizionamento ai siti dei loro clienti per una selezione di parole chiave; nel peggiore dei casi, un’attività troppo “spinta” in questo senso potrebbe far incappare il sito del cliente in qualche penalizzazione da parte di Google. In generale, per evitare qualunque guaio, sarebbe bene evitare di insistere sempre sulle stesse parole chiave – se il tuo consulente SEO vale il pane che mangia già lo sa bene.

Come abbiamo già scritto, i motori di ricerca sono diventati più “scaltri” – nota sempre le virgolette – nell’identificare tutte le attività con cui i professionisti della SEO tentano di manipolare l’ordine dei risultati. Questo per dire che il modo migliore per evitare di far inalberare Google, o qualunque altro motore, è usare il buonsenso.

Se qualcosa sembra poco, o nulla, naturale, se risulta tutto troppo forzato, questo qualcosa non dovrebbe far parte della tua strategia SEO: magari, l’ultimo trucco di posizionamento inventato da chi pretende di saperne una più del diavolo potrebbe funzionare per qualche mese, ma stai pur certo che, nel medio-lungo periodo, Google lo scoverà – e punirà chi ne avrà fatto uso; tieni conto che Google introduce ogni giorno novità e miglioramenti agli algoritmi del suo motore di ricerca.

Leggi anche: 5 errori da evitare per posizionare il tuo hotel su Google

Quindi, cosa fare?

 

Attenzione, non abbiamo mai scritto che le parole chiave sono morte. Il succo del discorso è un altro: non è salutare ossessionarsi per il posizionamento di una parola chiave. Piuttosto, la strategia SEO per il tuo hotel dovrebbe considerare il contesto e il pubblico verso cui la tua offerta di soggiorno si rivolge.

Considera questo esempio. Quale sarebbe la strategia di posizionamento tradizionale di un hotel 4 stelle a Roma?

Dopo le sue chiavi brand – quelle contenenti il suo nome, le più importanti per il suo business -, l’hotel potrebbe pretendere di farsi trovare su Google per chiavi simili a queste:

 

  • hotel 4 stelle roma
  • hotel di lusso roma
  • hotel a roma
  • albergo 4 stelle roma

 

Con queste parole chiave, il gioco non varrebbe la candela. L’investimento di tempo e denaro necessario per scalare i risultati delle ricerche su Google per queste chiavi non sarebbe ripagato dal maggior fatturato generato grazie a questa attività di posizionamento.

La soluzione è un’altra: diversificare la tua strategia, ovvero puntare su parole chiave che meglio rappresentano quel che desidera il tuo pubblico. In pratica, ti conviene condurre una campagna di posizionamento sui motori per le parole chiave “a coda lunga”, ossia più specifiche – per esempio, “hotel per famiglie roma centro” o “hotel animali ammessi roma centro”.

Concentrati sul topic della tua offerta di soggiorno, non sulla parola “nuda e cruda”: punta a farti trovare su Google da chi cerca i servizi del tuo hotel; se sei il solo hotel 4 stelle con piscina nel centro di Roma, devi farti trovare da chi ha in mente una struttura ricettiva con queste caratteristiche.

In più, puoi lavorare sulla vicinanza ad alcune attrazioni turistiche – “hotel roma piazza di spagna”, “hotel roma vicino vaticano” eccetera.

Per esempio, se scegli di puntare sul topic “hotel a Roma vicino al Vaticano”, la tua strategia SEO potrebbe prevedere la creazione di una serie di articoli, da pubblicare nel blog del tuo hotel, dedicati alle attrazioni da vedere in Vaticano, con annesse informazioni pratiche per la visita. Perché, poi, non pubblicare un’offerta nel tuo sito per tutti i turisti che vorrebbero visitare i musei del Vaticano?

E se il topic fosse “hotel nel centro di Roma con animali ammessi”? Potresti creare una pagina nel sito del tuo hotel, o nel tuo blog, per raccontare quali servizi sono disponibili per gli ospiti che soggiornano con i loro amici a quattro zampe – usa anche le immagini, non solo il testo. E chi ha prenotato nel tuo hotel cosa potrebbe fare, o dove potrebbe andare, con il suo cane nel centro di Roma? Racconta anche questo nel tuo sito.

Pensiero finale

Sono finiti i tempi in cui i professionisti della SEO rendicontavano la loro attività di posizionamento ai clienti con le posizioni ottenute nei motori di ricerca, parola chiave dopo parola chiave.

Se vuoi ottenere buoni risultati dalla SEO, lascia perdere il ranking delle parole chiavi e inizia a scegliere i topic, o le categorie, rispetto a cui il tuo hotel dovrà essere trovato dagli utenti di Google.

 

Per concludere: le parole chiave contano ancora, ma non tanto quanto alcuni anni fa. Ricorda sempre che al di là delle chiavi più competitive, esistono altre opportunità per garantire alla tua struttura ricettiva la visibilità che merita nei motori di ricerca.

admin

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Le prenotazioni dirette superano quelle delle OTA

Le prenotazioni dirette superano quelle delle OTA

Negli ultimi anni, i professionisti del marketing online hanno discusso a proposito dell’utilità delle parole chiave in una strategia di posizionamento nei motori di ricerca. Per cogliere il succo del discorso, occorre fare qualche passo indietro e scandagliare la storia della SEO (Search Engine Optimization).
Grazie alle nuove teconologie la prenotazioni dirette hotel superano quelle on line

Tag meta keywords

Nella prima metà degli anni Novanta, i motori di ricerca non erano abbastanza evoluti per poter interpretare tutti i segnali oggi considerati da Google e soci – backlink, anchor text, contesto della pagina, per esempio. La maggior parte dei primi motori si fermava alla lettura dei meta tag e a poco altro; in sostanza, bastava compilare pochi frammenti di testo nel codice sorgente delle pagine del tuo sito per assicurarsi un posizionamento soddisfacente. Poi, nel 1998 arrivò Google e tutto cambiò – se vuoi sapere come nacque Google, ti consigliamo di leggere queste poche righe (in inglese). In soldoni, l’innovazione introdotta da Google fu questa: usare i link, ossia i collegamenti ipertestuali che consentono di saltare da una pagina a un’altra, o da un sito all’altro, per determinare la popolarità di una qualunque risorsa pubblicata online.

Il tag meta keywords fu introdotto nel 1995 da alcuni dei motori di ricerca allora più popolari – Infoseek e AltaVista. Compilato insieme al tag title e al meta description, tutti inseriti nel tag head del codice sorgente di una qualunque pagina pubblicata nel Web, il meta keywords era un indicatore importante per aiutare i motori di ricerca a comprendere il contenuto delle pagine online.

Oggi, gli algoritmi che sovrintendono ai risultati restituiti dai motori di ricerca, sono a dir poco complessi – per esempio, Google usa oltre 200 fattori per determinare l’ordine dei risultati nelle sue pagine; gli algoritmi sono protetti da segreto industriale: se il funzionamento di questi software fosse svelato, addio guadagni pubblicitari per Google – e per qualunque altro motore di ricerca. E il meta tag keywords? Si è estinto, com’è giusto che sia – il che vuol dire che se anche lo compili in tutte le pagine del tuo sito, non ti garantirà alcun beneficio per il posizionamento nei motori di ricerca. Per esempio, Google ha abbandonato questo tag già nel 2009 – vedi il video dell’annuncio.

Per quale motivo i motori di ricerca hanno abbandonato questo tag? Il motivo è intuibile: si tratta di un frammento di contenuto facile da manipolare, alla portata di chiunque; cosa ci vuole a infarcirlo di qualche parola chiave, magari nemmeno troppo pertinente rispetto ai contenuti effettivi della pagina cui il tag appartiene?

In questi anni, gli algoritmi hanno conosciuto un’evoluzione notevole; sono stati introdotti software capaci di apprendere e migliorare il loro funzionamento in automatico – l’intelligenza artificiale ha permesso, e consentirà sempre più in futuro, di incrementare sempre più l’efficienza di questi servizi – con tanta pace per chi ancora cerca di scovare il trucco risolutivo per scalare le pagine dei risultati di Google per conquistare la tanto agognata prima posizione. Insomma, se anni fa i più smaliziati riuscivano a “fregare” i motori di ricerca, oggi è sempre più difficile, per non dire impossibile: o giochi secondo le regole di Google o farai sempre più fatica a garantire un buon posizionamento al tuo sito.

L’evoluzione della ricerca online e il ruolo delle parole chiave

Ora che i motori di ricerca sono più “intelligenti” – notare le virgolette, please -, ha ancora senso parlare di parole chiave?

Una strategia SEO tradizionale prevede la scelta di alcune parole chiave non-branded, ossia prive del nome del tuo hotel – per esempio, “hotel 4 stelle roma centro”; queste parole saranno inserite nelle pagine del tuo sito per tentare la scalata dei risultati dei motori di ricerca – abbiamo semplificato il concetto, a uso e consumo dei non addetti ai lavori.

Questo approccio funziona ancora? In parte, sì. Ma è destinato a cambiare. L’evoluzione più recente ha spostato l’attenzione dei motori di ricerca sulla rilevanza dei risultati per gli utenti: questa pagina risponde all’intenzione di ricerca dell’utente? Google punta a risolvere questo quesito, in modo sempre più efficiente. Per quale motivo? Più il motore restituirà risultati pertinenti rispetto all’intenzione di ricerca espressa dai suoi utenti e più gli stessi saranno propensi a usare il suo motore – e a cliccare sui suoi annunci pubblicitari. Tutto questo, si traduce in più fatturato per Google.

Questa evoluzione ha portato novità nel modo in cui gli utenti usano i motori di ricerca. Per esempio:

risultati sempre più personalizzati – Google sa più o meno tutto quel che fai online, quindi ti propone risultati sempre più ritagliati su misura, secondo le tue preferenze e caratteristiche socio-demografiche;

ricerca localizzata su base geografica – decisiva nelle ricerche eseguite da smartphone;

crescita delle ricerche vocali – un futuro che sembra già presente.

Tutte queste innovazioni hanno cambiato l’approccio dei professionisti alle strategie SEO.

Spiacenti, ma la storia non finisce qui. Ce ne sarebbe ancora tanto da scrivere. Per esempio, potremmo parlarti del modo in cui i motori di ricerca, e Google su tutti, abbiano dato sempre più spazio agli annunci pubblicitari nelle loro pagine, a scapito dei risultati non a pagamento. L’effetto? Chi ha più budget da spendere, nel turismo sono le grandi OTA, ha più possibilità di essere presente nei risultati delle ricerche. Gli hotel che puntano a essere presenti su Google con parole chiave competitive, per esempio “hotel 4 stelle roma”, a conti fatti, hanno pochissime possibilità di spuntare una visibilità soddisfacente e remunerativa – ormai, la prima posizione su Google è un miraggio per molte parole chiave

Insistere troppo sulle parole chiave può essere pericoloso

Gli specialisti della SEO si sono concentrati solo – e molti ancora si concentrano troppo – sul fatto di assicurare un buon posizionamento ai siti dei loro clienti per una selezione di parole chiave; nel peggiore dei casi, un’attività troppo “spinta” in questo senso potrebbe far incappare il sito del cliente in qualche penalizzazione da parte di Google. In generale, per evitare qualunque guaio, sarebbe bene evitare di insistere sempre sulle stesse parole chiave – se il tuo consulente SEO vale il pane che mangia già lo sa bene.

Come abbiamo già scritto, i motori di ricerca sono diventati più “scaltri” – nota sempre le virgolette – nell’identificare tutte le attività con cui i professionisti della SEO tentano di manipolare l’ordine dei risultati. Questo per dire che il modo migliore per evitare di far inalberare Google, o qualunque altro motore, è usare il buonsenso.

Se qualcosa sembra poco, o nulla, naturale, se risulta tutto troppo forzato, questo qualcosa non dovrebbe far parte della tua strategia SEO: magari, l’ultimo trucco di posizionamento inventato da chi pretende di saperne una più del diavolo potrebbe funzionare per qualche mese, ma stai pur certo che, nel medio-lungo periodo, Google lo scoverà – e punirà chi ne avrà fatto uso; tieni conto che Google introduce ogni giorno novità e miglioramenti agli algoritmi del suo motore di ricerca.

Leggi anche: 5 errori da evitare per posizionare il tuo hotel su Google

Quindi, cosa fare?

 

Attenzione, non abbiamo mai scritto che le parole chiave sono morte. Il succo del discorso è un altro: non è salutare ossessionarsi per il posizionamento di una parola chiave. Piuttosto, la strategia SEO per il tuo hotel dovrebbe considerare il contesto e il pubblico verso cui la tua offerta di soggiorno si rivolge.

Considera questo esempio. Quale sarebbe la strategia di posizionamento tradizionale di un hotel 4 stelle a Roma?

Dopo le sue chiavi brand – quelle contenenti il suo nome, le più importanti per il suo business -, l’hotel potrebbe pretendere di farsi trovare su Google per chiavi simili a queste:

 

  • hotel 4 stelle roma
  • hotel di lusso roma
  • hotel a roma
  • albergo 4 stelle roma

 

Con queste parole chiave, il gioco non varrebbe la candela. L’investimento di tempo e denaro necessario per scalare i risultati delle ricerche su Google per queste chiavi non sarebbe ripagato dal maggior fatturato generato grazie a questa attività di posizionamento.

La soluzione è un’altra: diversificare la tua strategia, ovvero puntare su parole chiave che meglio rappresentano quel che desidera il tuo pubblico. In pratica, ti conviene condurre una campagna di posizionamento sui motori per le parole chiave “a coda lunga”, ossia più specifiche – per esempio, “hotel per famiglie roma centro” o “hotel animali ammessi roma centro”.

Concentrati sul topic della tua offerta di soggiorno, non sulla parola “nuda e cruda”: punta a farti trovare su Google da chi cerca i servizi del tuo hotel; se sei il solo hotel 4 stelle con piscina nel centro di Roma, devi farti trovare da chi ha in mente una struttura ricettiva con queste caratteristiche.

In più, puoi lavorare sulla vicinanza ad alcune attrazioni turistiche – “hotel roma piazza di spagna”, “hotel roma vicino vaticano” eccetera.

Per esempio, se scegli di puntare sul topic “hotel a Roma vicino al Vaticano”, la tua strategia SEO potrebbe prevedere la creazione di una serie di articoli, da pubblicare nel blog del tuo hotel, dedicati alle attrazioni da vedere in Vaticano, con annesse informazioni pratiche per la visita. Perché, poi, non pubblicare un’offerta nel tuo sito per tutti i turisti che vorrebbero visitare i musei del Vaticano?

E se il topic fosse “hotel nel centro di Roma con animali ammessi”? Potresti creare una pagina nel sito del tuo hotel, o nel tuo blog, per raccontare quali servizi sono disponibili per gli ospiti che soggiornano con i loro amici a quattro zampe – usa anche le immagini, non solo il testo. E chi ha prenotato nel tuo hotel cosa potrebbe fare, o dove potrebbe andare, con il suo cane nel centro di Roma? Racconta anche questo nel tuo sito.

Pensiero finale

Sono finiti i tempi in cui i professionisti della SEO rendicontavano la loro attività di posizionamento ai clienti con le posizioni ottenute nei motori di ricerca, parola chiave dopo parola chiave.

Se vuoi ottenere buoni risultati dalla SEO, lascia perdere il ranking delle parole chiavi e inizia a scegliere i topic, o le categorie, rispetto a cui il tuo hotel dovrà essere trovato dagli utenti di Google.

 

Per concludere: le parole chiave contano ancora, ma non tanto quanto alcuni anni fa. Ricorda sempre che al di là delle chiavi più competitive, esistono altre opportunità per garantire alla tua struttura ricettiva la visibilità che merita nei motori di ricerca.

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Trend negativo per il mare Italia

Trend negativo per il mare Italia

Allarme tra gli operatori turistici. Il rilancio di Egitto, Turchia, Grecia, Spagna si sta facendo sentire sul mercato. Intanto le famiglie tagliano i budget. «Per la prima volta negli ultimi cinque anni - commenta Massimo Feruzzi di Jfc - la durata media della vacanza balneare (intendendo quella principale) scende sotto i 10 giorni, e più precisamente a 9,2 giorni di vacanza media, contro i 10,3 dello scorso anno. È il trionfo del nomadismo: il 67,8% degli italiani che intendono quest'estate fare una vacanza in una località balneare è disposto a cambiare scelta all'ultimo minuto se ha la certezza di trovare un'opzione “light & hight”, nasce da qui l'altissima quota dei nuovi turisti nomadi, altamente infedeli a qualsiasi località
Prenotazioni Hotel in forte calo in base ad una analisi sul trend per il mare Italia
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Insomma sempre più ricerca dell’occasione, mentre gli operatori hanno aumentato i prezzi e diminuito gli investimenti, come sottolinea l’indagine previsionale effettuata da Jfc con un campione di circa 7mila operatori. Il mare resta al top ma diminuisce la quota degli italiani che manifestano palesemente l’intenzione di fare la propria vacanza principale in una località balneare, assestandosi al 53,7% del totale (-6 punti percentuali rispetto all’estate 2018). Nomadismo ma anche attenzione al budget: la pura mancanza di disponibilità economica si fa sentire nel 38,4% dei casi (lo scorso anno questo indicatore valeva il 18,4%).

Intanto, quest’anno quasi quattro operatori su dieci hanno aumentato i prezzi. Gli alberghi delle località balneari (Centro-Nord) hanno apportato un aumento di prezzo dei listini pari al +2,2%; gli alberghi del Sud hanno rincarato del +4,1%; le strutture plein air (villaggi turistici, campeggi ed aree di sosta) delle località balneari hanno aumentato i prezzi del +4,3%; le altre strutture ricettive extra-alberghiere (RTA, B&B, agriturismi, case e appartamenti per vacanze, ostelli per la gioventù) hanno apportato un aumento dei prezzi pari al +5,5%; i servizi di spiaggia subiranno un aumento complessivo che si attesta al +2,1%; la ristorazione aumenta di una quota pari al +1,5%; i costi del viaggio rispetto allo scorso anno crescono del 3,3%; le spese per lo svago (visite, escursioni, divertimento su base nazionale) segnano un incremento pari al +1,9%.

L’incremento dei prezzi di listino non sarà sufficiente a recuperare le quote di clientela che si perderanno. La spesa media è stata quantificata in 616 euro a persona per una settimana di vacanza al mare in Italia (contro i 620 euro dello scorso anno); spesa che diventa pari ad euro 1.490 per nucleo familiare composto da genitori e un figlio di età inferiore agli 8 anni; 242 euro, invece, la spesa media a persona per trascorrere un fine settimana al mare; spesa che diventa pari ad euro 566 per nucleo familiare composto dai genitori e da un figlio di età inferiore agli 8 anni

Per il comparto mare Italia si prevede un decremento complessivo delle presenze del 4,1% e degli arrivi dell’1,6%. Anche il dato relativo al fatturato del comparto balneare italiano si allinea a queste previsioni, con una flessione di 3,3 punti percentuali. Il margine aziendale calerà di circa 8 punti percentuali rispetto alla stagione 2018. Vince la classifica generale per l’offerta mare nel suo complesso l’Emilia-Romagna, seguita da Sardegna e Veneto; come area balneare più famosa svetta la Sardegna, seguita da Emilia-Romagna e Veneto; l’area balneare considerata più trendy fa invece riferimento alla Sardegna, seguita da Sicilia e Puglia; per quanto riguarda l’area balneare con la “migliore ricettività”, vince l’Emilia Romagna, seguita da Sardegna e Toscana; la classifica dell’area balneare con le migliori spiagge vede in vetta ancora la Sardegna, seguita da Calabria e Sicilia; infine, la classifica delle aree balneari regionali con più servizi vede la vittoria dell’Emilia-Romagna, seguita da Veneto e Toscana.

Previsioni in negativo

Vince, come destinazione più accogliente ed ospitale, Rimini seguita da Jesolo e San Benedetto del Tronto; Riccione è considerata la località più di tendenza ed alla moda, seguita da Forte dei Marmi e Cervia-Milano Marittima; quella valutata come la più rilassante e tranquilla è, invece, Sabaudia, seguita da Budoni e dalle Isole Egadi; la località considerata più divertente e giovanile è Gallipoli, seguita da Porto Cesareo e da Cervia-Milano Marittima; la più conveniente è Alba Adriatica, poi Francavilla a Mare e San Benedetto del Tronto; la località considerata più “costosa” è Porto Cervo, seguita da Portofino e Capri; infine, la località balneare più comunicata e vista in tv ed in pubblicità è Riccione, poi Rimini e Arbatax.

I migliori profitti

Le aree che otterranno i migliori risultati, sia per quanto riguarda le presenze che i fatturati, sono quelle della Calabria e della Sicilia, nonché la Basilicata. Le destinazioni della Calabria che segnano i migliori indici di crescita sono quelle dell’area che va da Amantea-Tropea sino a Reggio Calabria (+2,6% di presenze e +3,1% di fatturato) e l’area balneare sud del Mar Ionio, sino a Isola di Capo Rizzuto (rispettivamente +2,1% e +2,9%). Bene anche le località nord del Tirreno e l’area balneare della Basilicata (+0,8% di presenze e + 1,5% di fatturato), mentre sono stabili le presenze nell’area nord del Mar Ionio sopra Crotone, ma con il fatturato in crescita del +1,1%. In Sicilia, invece, si raggiungono incrementi variabili tra i 2 ed i 4 punti percentuali, sia per la costa che va da Palermo a Messina ( +4,2% di presenze e +4,0% di fatturato), per la costa che va da Marina di Ragusa a San Vito lo Capo (indici superiori al +3%) e pure per il litorale siciliano da Taormina a Pachino (+2,2% di presenze e + 2,3% di fatturato). 

Sono poche le altre aree/destinazioni con indici in positivo: l’area sud-ovest della Sardegna con il +1,8% di presenze ed il +2,3% di fatturato; le isole toscane (+1,9% di presenze e +2,3% di fatturato); l’area sud del Lazio (+1,8% di presenze e +2,2% di fatturato) e la riviera veneta, che segna un +1,2% di presenze e +1,4% di fatturato. Poi, con leggeri indici di crescita troviamo le località della costa friulana (presenze stabili e un +0,6% di fatturato) e della riviera romagnola (+0,8% di presenze e fatturato stabile). Tutte le restanti aree segnano indici negativi, con la Puglia che, dopo anni di incessante crescita, nell’estate 2019 perderà sino al 13,6% di presenze e fatturato. In Puglia tutti i tre ambiti analizzati segnano indici negativi, con il Salento che perderà oltre l’11% in termini di presenze e quasi il 14% di fatturato. Altre aree in forte sofferenza saranno quelle sarde (ad eccezione dell’area sudovest), con forti ripercussioni generalizzate. Male anche l’area balneare nord del Lazio (-2,8% di presenze e -3,3% di fatturato) ed il levante ligure (-2,2% di presenze e – 2,4% di fatturato).

 

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